San Marino, in Consiglio due ordini del giorno contrapposti sul sistema bancario finanziario
PDF Stampa
Venerdì 28 Febbraio 2014

SAN MARINO - All'apertura della seduta di ieri la Reggenza ha espresso un messaggio di cordoglio per la scomparsa dell'avvocato Gian Luigi Berti. E' quindi proseguito il dibattito sullo stato e sullo sviluppo del sistema bancario e finanziario, concluso con la presentazione di due ordini del giorno, uno della maggioranza, l'altro di Ps-Upr, C10-Su. Su proposta del segretario di Stato per le Finanze, Claudio Felici, i gruppi consiliari si sono impegnati a un confronto per definire un testo unico condiviso da sottoporre al voto dell'Aula alla conclusione della sessione consiliare, nella giornata di oggi.

Con il riferimento dello stesso segretario Felici si è aperto quindi il dibattito sullo stato e sullo sviluppo del comparto dei Giochi. Sono 44 gli iscritti ad intervenire. Il dibattito proseguirà nella giornata di oggi: l'inizio dei lavori è stato posticipato alle 16.

Di seguito un riassunto degli interventi.

Comma 14. Riferimento del Congresso di Stato sullo stato e sviluppo del sistema bancario e finanziario e successivo dibattito

Andrea Zafferani, C10: “Non possiamo più fare raccolta vecchio stile, ma dobbiamo dare servizi competitivi a chi ha denaro da investire in trasparenza, con fiscalità agevolata e con l'opportunità offerta da accordi sottoscritti o da sottoscrivere. Al momento non abbiamo fatto politiche coerenti con questo nuovo contesto. Per esempio, se si fosse compreso che occorre coprire il gap di professionalità, avremmo attivato tutte le politiche formative del personale sammarinese e residente e avremmo proposto politiche di residenze adeguate per attrarre professionalità esterne, l'avremmo fatto attivando università, fondazione Bcsm e mandando operatori a studiare all'estero. E ancora: se si fosse compreso che bisogna essere attrattivi, avremmo attivato una promozione esterna adeguata delle leggi in materia, come quella su tassazione fondi comuni di investimento. Se si fosse compreso che è fondamentale la copertura dei mercati di riferimento, si sarebbe dovuto lavorare da tempo per stringere accordi in sede politica e con l'autorità vigilanza non solo italiana, ma con gli altri Paesi membri Ue per dare patente europea ai nostri fondi comuni di investimento, in cambio dello scontato recepimento agli standard internazionali. Quindi mancanza di formazione, promozione e accordi con i Paesi: per dimostrare che siamo fermi da anni e inseguiamo gli eventi. Capisco le innumerevoli emergenze e i salvataggi da affrontare negli ultimi anni, ancora oggi affrontiamo emergenze con fusioni e le grandi quantità di crediti dubbi, tutto ciò può aver rallentato il resto. Le responsabilità non sono di questa segreteria, anzi apprezziamo il piano di sviluppo del sistema presentato in Aula, ma bisogna tenere conto di quanta inerzia ci sia stata. Non abbiamo creato per tempo il fondo di garanzia dei depositanti e ciò porta sempre ad esporre lo Stato di fronte ai problemi, attraverso prestiti diretti o minori entrate future. L'inerzia non ci ha fatto affrontare il problema dei prestiti di ultimi istanza, visto che non possiamo accedere ai finanziamenti Bce. Non siamo stati in grado di porre in essere modifiche normative necessarie perché le banche possano mettere in campo da sole con controparti estere i così detti 'Repo'.

E' tempo di iniziare a pensare allo sviluppo del settore, la relazione contiene tante idee, chiedo che oltre a un elenco ci sia la cronologia per l'attuazione in termini di priorità e urgenza. Le mie priorità: sui rapporti esterni, ottenere la libera circolazione dei servizi finanziari in Ue, stringere accordi con le Banca centrali europee, così potremo competere sul mercato attirando imprese finanziarie con la nostra bassa fiscalità. E' quindi fondamentale accedere ai prestiti di ultima istanza della Bce in caso rischi di liquidità, modificando anche la normativa sui Repo. Sono temi da inserire nella relazione. Così come la promozione esterna delle normative: come C10 siamo per un'agenzia di sviluppo vera che si occupi proprio di questo. Sul fronte interno: l'incremento della solidità del sistema passa dalla separazione delle banche di raccolta e di investimento, occorre definire forme e finanziamento del fondo di garanzia dei depositanti, la relazione tratta questi temi in modo marginale. Quindi il miglioramento di efficaci controlli e l'indipendenza di Bcsm che passa dalla riforma dello Statuto, recepita da un progetto di legge che attende da un anno la lettura consiliare. Fondamentale rivedere anche l'euroritenuta dell'accordo Ecofin. Quindi la messa in campo di una centrale rischi a tutela del sistema. Il segretario nella relazione si è posto in termini positivi dando diverse linee di sviluppo interessanti, spero si possano integrare con suggerimenti dell'opposizione e che si passi all'azione dopo anni di sostanziale fermo”.

Marco Gatti, Pdcs: “Farò considerazioni politiche. La prima: il settore finanziario bancario è quello colpito più fortemente dalla crisi, dentro e fuori San Marino, ma ha retto il colpo. Il nostro sistema che si basava quasi esclusivamente sulla raccolta, colpito da politiche, pur legittime, di rientro di altri Stati, ha retto di fronte a situazioni fuori territorio che hanno messo in difficoltà la liquidità. E' vero, lo Stato è dovuto intervenire, così come nell'universo mondo. Anche la Germania in questi anni ha avuto uno schizzo enorme sul debito pubblico perché è dovuta intervenire sul sistema bancario.

Oggi dobbiamo mettere in campo una serie di politiche che devono puntare al rilancio del sistema. Sono politiche che competono molto agli operatori del settore. Si tratta di andare fuori dai mercati, ma così si deve combattere con i grandi colossi, allora bisogna attrezzarsi. In questo, un ruolo importante avrà l'accordo Ecofin, sarà abbastanza complicato, perché la volontà è di andare verso il superamento della concessione di imposta agli Stati terzi e sembra si vada verso lo scambio automatico di informazioni.

E' opportuno pensare a mettere in piedi una centrale rischi, almeno interna, vedrei urgente la sua creazione. I vincoli di Basilea li vedo come un problema: più andiamo avanti più si configura la situazione dove banche e finanziarie possono prestare soldi solo a chi già ce li ha. I soldi vanno prestati a chi ha un'idea vincente, a chi può far crescere un'impresa. Occorre lavorare per sistemi di garanzia, ma bisogna anche tenere in considerazione che per far partire un'impresa ci deve essere chi dà credito. Nei ragionamenti internazionali, anche San Marino credo possa iniziare a farsi sentire, quando si parla di Basilea a livello internazionale.

Altro aspetto, ben individuato nella relazione, è quello di cercare di liberare risorse. E' priorità per Bcsm, Ccr e governo vedere quali sono le risorse da liberare prima possibile per contribuire a far crescere l'economia”.

Nicola Renzi, Ap: “Il dibattito finora ha dato spunti importanti, c'è stata una discussione franca e costruttiva da parte della maggior parte degli intervenuti. Questa relazione è un documento molto ben fatto, è ricco di spunti. Negli anni passati, in maniera repentina, alcune delle regole che determinavano il funzionamento anche del nostro sistema nel relazionarsi all'esterno sono state sovvertite. Con il G20 dell'aprile 2009 il quadro di riferimento internazionale è completamente cambiato e ciò ha creato uno shock nel nostro sistema e negli operatori, ma anche all'intero sistema Paese. E' sotto gli occhi di tutti il grande dibattito a livello sovranazionale che riguarda il negoziato Ecofin e anche lo scambio automatico di informazioni in sede Ocse. E' una cosa più grande di noi e che dovremo comunque affrontare, consci che un certo modo di fare finanza non dovrà più tornare ma anche che ci vorrà un forte realismo. In questo quadro, un ruolo determinante dovrà essere svolto da Banca centrale nel segnare la strada di sviluppo del settore, non possiamo fare che la sua attività sia limitata alla vigilanza e ai servizi accessori, ma dobbiamo pretendere che sia anche portatrice con maggior forza di un ruolo di guida e ispirazione delle linee di sviluppo. Mi piace l'idea della task force, del gruppo misto che , in una dialettica fattiva e concreta con Banca centrale, associazione bancaria e istituti, credo possa essere uno stimolo e un motore all'azione di tutti questi attori del sistema. Il tema della centrale dei rischi è rilevante. Farei in modo che l'azione politica vada verso la definizione di una centrale rischi che sia sammarinese. Altro aspetto importante è quello del Memorandum. Tante idee della relazione sono valide, auspico si concluda con un indirizzo del Consiglio al governo, un indirizzo che sia concretamente realizzabile”.

Paride Andreoli, Ps: “Posso condividere le parole del segretario Felici quando parla di internazionalizzazione del sistema bancario: il Ps lo dice da tempo ovvero da quando la Banca Agricola doveva essere ceduta a istituti di credito internazionali. Su questo fronte dico al segretario Felici che ci siamo e condividiamo questa linea per rafforzare l’azione del nostro sistema che ha l’esigenza di confrontarsi con realtà più ampie di noi. Noi sicuramente non ostacoleremo questa strada. Nel tema dell’internazionalizzazione rientra anche il rapporto con la vicina Italia e San Marino ha l’esigenza di uscire da queste 4 mura per parlare con le vicine banche italiane. Nella relazione del segretario in tal senso compare un passaggio sulla Banca Centrale di San Marino che, a nostro avviso, deve avere un ruolo attivo, di stimolo, capace di creare i presupposti e le condizioni per andare verso l’internazionalizzazione del sistema bancario sammarinese. Si continui inoltre a seguire la strada della legalità e della trasparenza per permettere alle nostre banche di avere un’immagine diversa e di aprirsi all’estero. Occorre poi potenziare la formazione attraverso l’Università. Il sistema finanziario sammarinese è stato fortemente sostenuto, in particolare alcune banche (come la Cassa di Risparmio alla quale tutti i sammarinesi sono legati). Non tutte, tanto che il settore bancario è passato da 12 istituti bancari a 6/7 anche se credo che alcuni siano stati chiusi troppo frettolosamente. Preannuncio la presentazione di un ordine del giorno a nome di Unione per il Paese più Civico10 e Sinistra Unita. Concludo rivolgendomi al segretario Felici: non la invidio perché sono stati mesi difficili e dopo patrimoniale, inasprimento fiscale c’è un’altra gatta da pelare. Il Ps sarà attivo nel suo ruolo di opposizione e si auspica che questo Governo, dopo l’uscita dalla black list, abbia quegli strumenti idonei a far crescere il Paese”.

Francesca Michelotti, Su: “Alla origine della crisi economica che ha travolto anche San Marino c’è stato sicuramente lo strapotere dei sistemi finanziari. Una dittatura del denaro che si è sostituita alla realtà produttiva grazie a politiche speculative. Se negli altri paesi c’è stata la bolla finanziaria nella nostra Repubblica abbiamo avuto la bolla immobiliare. Secondo alcuni il sistema bancario è alle origini del nostro benessere ma a mio avviso non è così. Non credo che il sistema bancario rappresenti la fortuna del nostro Paese perché l’idea di benessere e sviluppo non è per tutti uguali. Sono stati arricchiti i cittadini, ma non si è arricchito il Paese. Non abbiamo investito in sviluppo o in formazione dei nostri giovani. Come Sinistra Unita diciamo “no” alla piazza finanziaria anche se esprimo apprezzamento per l’azione della Banca Centrale. Ora abbiamo normative di controllo più efficaci e siamo usciti dalla black list ma tutto questo deve ancora essere messo alla prova. Le competenze che avevamo prima non possono essere spese nel nuovo modello di sviluppo senza una trasformazione. Le banche tornino a essere istituzioni al servizio dell’economia reale e della società. Mi immagino dunque un modello che separi le banche ordinarie da quelle d’affari e, in tal senso, abbiamo avanzato anche una proposta normativa. Serve poi maggiore trasparenza sugli assetti proprietari bancari. Servono dispositivi di garanzia e recupero per le somme avanzate dallo Stato a sostegno di banche in difficoltà: non possiamo più accettare la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite. E, ancora, serve un sistema che sappia individuare i responsabili”.

Stefano Macina, Psd: “Occorre riposizionare l’attività delle nostre banche, compresa Banca Centrale, internazionalizzare il nostro sistema e ridefinire le politiche del nostro Paese. Oggi come oggi occorre guardare anche oltre il confine e perciò bisogna dotarsi di quelle risorse necessarie a operare su mercati più ampi. Pensare che Banca Centrale possa svolgere questo ruolo potrebbe essere una soluzione impropria. Penso che la proposta del segretario Felici di una task force dotata di competenze internazionali sia la strada giusta da seguire per far si che il sistema bancario finanziario possa tornare ad essere elemento di supporto per le nostre attività e possa tornare a fornire elementi di positività. Mi auguro che alla fine di questo dibattito, anche se ho sentito che opposizioni presenteranno odg, ci si possa ritrovare per uscire dall’Aula con una volontà unanime perché l’obiettivo deve essere comune”.

Luca Beccari, Pdcs: “Il sistema bancario finanziario è costituito da Banche, società finanziarie, assicurazioni e di recente alcune società di gestione dei Fondi. Abbiamo un sistema finanziario basico che però ha prospettive di sviluppo indipendenti dalle proprie dimensioni e dai propri numeri. Viviamo infatti in un momento in cui la nostra economia guarda fortemente verso l’internazionalizzazione ed è proiettata ad attrarre nuovi investitori nel territorio: si possono costruire nuove dinamiche di sviluppo che non potranno essere basate sulle prerogative del passato. Le nostre banche potrebbero sviluppare un approccio col cliente, basato su un rapporto diretto ed una consulenza continua, ben diverso da quello di grandi gruppi bancari. Potrebbero offrire servizi sofisticati alle imprese e ai risparmiatori. Idea di qualità che mi viene e che si basa su un ragionamento dell’Associazione Bancaria fatto nel libro bianco. La trasparenza è un fatto, la convergenza agli standard internazionali è un fatto, ora proviamo a far diventare le nostre banche un’eccellenza concentrandoci sulla qualità per sviluppare nuovi servizi connessi allo sviluppo dell’economia locale. Sono a favore dello sviluppo del sistema bancario finanziario ma deve avere ricadute positive sull’economia. E quando il segretario cita il ruolo importante dell’Università credo che vada a toccare un punto fondamentale. Proporrei di partire con corsi di specializzazione, master e lauree di secondo livello per fornire un supporto formativo importante. Vorrei poi dire una cosa su Banca Centrale: la vigilanza del sistema non può farsi a intermittenza e dunque non si può spegnere la funzione di vigilanza per accendere quella di supporto all’economia. La vigilanza rappresenta il pre-requisito per poter operare fuori. Non si faccia calare l’attenzione sull’importanza della vigilanza anche se è legittima l’esigenza di accompagnare a questo discorso la funzione di sviluppo del sistema. Un ruolo che non può essere diretto di sviluppo dell’economia ma può creare le condizioni generali di contesto per favorire questo sviluppo”.

 

Repliche

Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze:

“Devo dire che mi sento soddisfatto di far parte di quest'Aula dal momento che su un tema così centrale si è registrata una coralità di interventi. Siamo in una fase di profonda trasformazione del diritto internazionale, una piccola giurisdizione come San Marino è chiamata ad adeguarsi.

C'è un problema: il nostro sistema è un piccolo stagno, nelle cui acque tranquille navigano pochesue navicelle. Quando avremo l'apertura un domani a un oceano, non potremo pensare di avere le attuali navicelle per navigare. Dobbiamo consentire i nostri operatori del comparto di avere un'attrezzatura normativa e di sistema che le renda in grado di sfruttare nicchie di attività in grado di generare ricchezza. Anche Banca centrale non dovrà essere quella di oggi, ma migliorata con strumenti nuovi come il centro studi. Mi pare che da questo dibattito dobbiamo anche riconoscere che i nostri operatori bancari abbiano avuto una capacità in questi lustri di interpretare il modo di restare a galla. C'è una professionalità di fondo che va valorizzata, ma oggi non basta, oggi servono agganci e ancore che portino più lontano. Il dibattito va verso una conclusione partecipata e possibilmente condivisa, mi pare ci sia la possibilità di affrontare un confronto su un testo conclusivo che contenga diversi contributi. Chiederei alla Reggenza di posticipare la votazione degli odg conclusivi del comma in un momento successivo, per consentire ai gruppi, sulla base dei testi elaborati, di produrne uno complessivo. Ringrazio il Consiglio che su un tema come questo possa arrivare a una conclusione di sintesi. Le risultanze del dibattito sono infatti osservate da coloro che ci hanno legittimato per capire le nostre intenzioni sul futuro, se vogliamo mantenere il passo”.

Fabio Berardi, Pdcs: “Do lettura dell'odg che è una bozza aperta al contributo di tutti.

'Il Consiglio Grande e Generale sentito il riferimento del Segretario di Stato per le Finanze sullo stato e lo sviluppo del sistema bancario e finanziario, preso atto delle Relazioni Consultive della Banca Centrale della Repubblica di San Marino sull’attività svolta e sull’andamento del sistema finanziario negli anni 201-2011 e 2012 nonché dei bilanci di esercizio 2010-2011-2012 ai sensi degli articoli 4 e 8 della Legge 29 giugno 2005 numero 96, tenuto conto dell’ampio dibattito sviluppato sul tema alla luce delle profonde trasformazioni indotte dall’evoluzione del sistema di regole internazionali in cui il sistema sammarinese intende mantenersi collocato, in considerazione della fase di recupero di immagine che la Repubblica di San Marino sta realizzando in ragione del percorso di allineamento ai nuovi standard

CONSIDERATO

- che San Marino ha avviato e mantenuto un percorso al fine di consolidare e rafforzare le condizioni per l’internazionalizzazione della propria economia,

- che il sistema bancario e finanziario, pur in una fase di pesante e perdurante condizione di crisi, è riuscito a mantenere un solido livello di stabilità, sicurezza e garanzia rispetto ai risparmiatori ed a tutti i cittadini

-che il sistema bancario e finanziario sammarinese ha ricevuto concreti riconoscimenti della capacità della propria progressiva equivalenza normativa il 12 dicembre 2013 con l’inclusione della Repubblica di San Marino a pieno titolo tra i paesi aderenti alla Single Euro Payments Area (Sepa) a decorrere dal primo febbraio 2014

RILEVA COME STRATEGICA

La realizzazione di percorsi di internazionalizzazione del sistema per la necessità di ampliare i mercati di riferimento oltre quello interno che a quello italiano, sia per quanto concerne la collocazione di prodotti e servizi che per l’attrazione di investitori da un bacino più ampio e per provocare l’evoluzione del rapporto bilaterale esclusivo con l’Italia come superamento del rapporto di mono-dipendenza unilaterale verso un modello del rapporto bilaterale italo-sammarinese generatore di mutui vantaggi,

CONFERMA

Il ruolo fondamentale dell’Autorità di Vigilanza rappresentata da Banca Centrale come baricentro della regolazione del sistema, nelle sue funzioni di controllo e di indirizzo dello sviluppo del sistema, l’importanza della funzione di vigilanza che Banca Centrale svolge al fine di promuovere la stabilità del sistema finanziario e la tutela del risparmio: per questi obiettivi Banca Centrale dovrà essere accompagnata da risorse qualificate e in grado di generare gli impulsi necessari per assolvere le funzioni di stimolo ed orientamento per un adeguato sostegno al sistema finanziario, in modo particolare per garantire l’ampiezza di visione, di autorevolezza e riconoscibilità necessarie per designare i nuovi orizzonti dello sviluppo del comparto bancario e finanziario

E IMPEGNA IL GOVERNO A

Ad imprimere il massimo sforzo nel negoziato con l’Ue per adeguamento della direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio, finalizzato a raggiungere le reciproche condizioni per un rapporto diretto con il mercato bancario e finanziario europeo, con le istituzioni comunitarie ed i programmi di rifinanziamento

AFFIDA AL GOVERNO E ALLE AUTORITA’ DI VIGILANZA PER LE RISPETTIVE COMPETENZE:

-l’istituzione della centrale rischi sammarinese al fine di raccogliere e distribuire nel sistema le informazioni sulle posizioni delle garanzie e degli affidamenti per una migliore efficienza operativa dell’intero sistema

- Intensificare ogni sforzo nell’ambito del rapporto bilaterale con la Repubblica italiana affinché venga raggiunto nel 2014 l’obiettivo strategico della sottoscrizione del Memorandum di Intesa fra le due Banche Centrali da tempo atteso e non più prorogabile. Accordo che dovrà definire gli elementi necessari ad un’ampia condivisione di regole per l’apertura al mercato italiano delle banche sammarinesi.

- La definizione di specifici progetti di formazione ed istruzione delle risorse professionali bancarie e finanziarie individuando i migliori strumenti che consentano al sistema di veicolare nei luoghi della conoscenza e della competenza i giovani e permetterne il ritorno al fine della costituzione di una nuova classe dirigente professionale

- La costituzione di una task force di esperti indipendenti, di espressione internazionale che abbia un ruolo chiave nell’esecuzione dei progetti di rilancio allo scopo di valorizzare, potenziare e coinvolgere l’intero sistema nel progetto stesso

- L’elaborazione degli elementi che possano generare vantaggiose energie di sistema tra gli operatori al fine di sviluppare una collaborazione organizzata e duratura tra le imprese per l’implementazione/gestione dei sistemi informativi aziendali, i servizi di trattamento ed elaborazione dati, l’aggiornamento formativo dei dipendenti, piattaforme comuni per la gestione dei servizi interni. Servizi che il sistema richiede da tempo come realizzabili ed indispensabili, come le carte di debito e di credito'”.

 

Paride Andreoli, Ps: “Do lettura dell'odg presentato come Intesa per il Paese e Cittadinanza attiva, Ps-Upr e Su-C10”. ODG MINORANZA:

Il comparto finanziario è uno dei motori principali per lo sviluppo del Paese, in ragione del ruolo che esercita rispetto ai cittadini e alle imprese. La riduzione del numero di soggetti vigilati, unita alla riduzione della raccolta bancaria dimezzata dal 2008, impone decisione serie in ragione della rilevanza del settore. L’esigenza improrogabile di mettere in atto un Piano di Lavoro comune per definire futuri scenari di sviluppo del sistema anche attraverso la partecipazione degli attori principali di settore e l’apporto delle autorità preposte alla sua regolazione è elemento strategico per il futuro del sistema finanziario sammarinese. In particolare sono ritenuti elementi rilevanti:

- Monitorare i costi ed il livello di trasparenza dei servizi finanziari rivolti alle imprese e ai cittadini

-Considerare la dimensione degli attori del sistema rispetto al bilancio pubblico e al sistema paese

-Valutare il grado di impegno dello Stato nel sostegno agli intermediari finanziari

- Adottare gli atti normativi conseguenti alla firma della convenzione monetaria con l’Ue

-Operare per aprire in tempi rapidi nuove opportunità di mercato ai nostri intermediari, attraverso la firma di accordi con altre banche centrali e all’ottenimento della libera circolazione dei servizi

L’adozione degli standard internazionali perseguita negli ultimi anni anche a scapito della crescita del sistema deve essere seguita da una fase di ricostruzione e riallocazione del sistema stesso anche in ragione della specificità nazionale. Tale condizione è ancora più rilevante se si considera gli impegni assunti con l’Ue, la partecipazione della Repubblica di San Marino al progetto Sepa, il prossimo avvio di un negoziato con l’Unione Europea. In considerazione di ciò il Consiglio Grande e Generale impegna il Governo a:

- Attivarsi per favorire in tempi ragionevolmente brevi un accordo (Memorandum of undertstanding) tra autorità sammarinesi e italiane di vigilanza del settore finanziario

- Individuare un percorso negoziale e normativo con l’Ue per permettere l’accesso degli intermediari sammarinesi al mercato comunitario

-Stipulare accordi con Banche Centrali di altri Paesi europei per raggiungere progressivamente l’equivalenza dei prodotti finanziari creati da soggetti finanziari sammarinesi

- Potenziare le infrastrutture tecnologiche interne

- Potenziare i meccanismi di garanzia dei risparmiatori

- Prevedere forme di protezione dei depositanti solo limitatamente alle banche di raccolta, limitando per quest’ultime a dei massimi prestabiliti

-Definire con esattezza i meccanismi di finanziamento, i limiti e le condizioni di applicazione del programma di protezione dei depositanti delle banche di raccolta

- Negoziare l’accordo con Ecofin per eliminare la ritenuta sugli interessi corrisposti ai soggetti non residenti in cambio della disponibilità ad accettare gli standard fissati dalla stessa Ecofin in materia di scambio di informazioni

-Migliorare la raccolta e la pubblicità dei dati di sistema, rendendo disponibili le informazioni /dati anche in inglese

- Attivare un servizio permanente di rilevazione della competitività del sistema rispetto ad altre realtà nazionali per incrementare la capacità di attirare capitali

- Migliorare le norme sulla trasparenza e sulla tutela dei correntisti prevedendo l’obbligo di risposta alle segnalazioni da esse ricevute rispetto alle violazioni delle norme ed evitando forme di limitazione della concorrenza tra istituzioni finanziarie rispetto alla mobilità dei capitali

-Presentare al CGG un progetto di riforma dello Statuto della Banca Centrale con interventi sulle funzioni, governance, attività, recependo le indicazioni espresse da Fmi

- Migliorare il sistema dei rapporti e dei controlli tra le autorità vigilanti e gli operatori privati cercando di alleggerire il carico burocratico

-Presentare un progetto di legge che sancisca autonomia operativa, economica dell’Agenzia di Informazione Finanziaria

-Predisporre un intervento di riforma della Legge 165/2005 che preveda la progressiva specializzazione entro 5 anni delle imprese bancarie in banche di raccolta o in banche di investimento.

-Studiare e implementare nuovi scenari di sviluppo del sistema

-Attivare percorsi normativi per favorire l’insediamento nella Repubblica di San Marino di primari operatori finanziari esteri anche attraverso la collaborazione con piazze finanziarie extra Ue

-Favorire la formazione di personale sammarinese per il settore finanziario attraverso iniziative di formazione condotte dalle istituzioni e rappresentanti di settore

-Attivare percorsi di riqualificazione professionali e riallocazione di personale del settore finanziario in condizione di mobilità/disoccupazione

-Promuovere all’esterno le peculiarità e le opportunità del nostro sistema e delle nostre normative

Il CGG promuove audizioni periodiche con il responsabili della Banca Centrale affinché si possa attivare uno scambio di conoscenze e si attivi in modo permanente il principio di accountability”.

 

 

Claudio Felici, segretario di Stato per le Finanze: “Chiedo ai colleghi di minoranza se l'ipotesi fatta all'Aula sia condivisa”.

Paride Andreoli, Ps: “Siamo d'accordo sulla proposta di votarlo successivamente, prima della conclusione della sessione consiliare”.