San Marino, Consiglio Grande e Generale: sviluppo del comparto giochi
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Lunedì 03 Marzo 2014

 

SAN MARINO - Con l'approvazione dell'ordine del giorno della maggioranza, venerdì 28 febbraio, si è concluso il comma 15 sullo stato e sviluppo del comparto dei giochi. Il testo, che indica le linee di rilancio del settore, è stato licenziato con 28 voti a favore, 22 contrari e un astenuto. Viene invece respinto l'ordine del giorno conclusivo al dibattito presentato da Upr-Ps con 14 voti a favore, 38 contrari e un astenuto.

Ultimo atto della sessione consiliare di Febbraio è stata la presentazione di un ordine del giorno condiviso, sottoscritto da tutti i gruppi consiliari ad eccezione di Rete, sullo sviluppo del sistema bancario e finanziario: l'ordine del giorno è stato approvato con voto palese a maggioranza.

La seduta odierna si è aperta con il proseguimento del dibattito sullo stato e sullo sviluppo del comparto dei Giochi. Di seguito un riassunto degli interventi.

 

Comma 15. Riferimento del Congresso di Stato sullo stato e sviluppo del comparto dei Giochi e successivo dibattito.

 

Teodoro Lonfernini, segretario di Stato al Turismo: "Sebbene la Gdt rappresenta ancora un beneficio per il bilancio pubblico, ha necessità di interventi per correggere le difficoltà legate alle percentuali perse nel tempo. Un altro aspetto è legato alle sue possibilità di sviluppo e le ragioni: c'è un decreto in corso che deve vedere luce perché serve alla Gdt per proseguire la sua attività, condivido che la struttura deve essere collocata in una posizione adeguata, considerando poi che il 90% dei visitatori è legata al circondario. Da tempo la società avanza ragioni di trasferimento legate alla sua messa in sicurezza definitiva. Abbiamo poi una ragione legata alla sede secondaria, richiesta sollecitata dalle categorie, ci sono motivi di carattere turistico. Condivido che non dobbiamo ragionare in un contesto di sviluppo turistico attorno ai giochi della sorte, dobbiamo fare altro e lo abbiamo indicato nel piano strategico, però anche i giochi della sorte possono aiutare. Penso allo sviluppo del Poker sportivo, per esempio. Visto che oramai si tratta principalmente di una questione economica e non morale, alla luce delle scelte compiute in passato, invito tutti a rimanere nell'oggetto del dibattito per trovare quelle forme di sviluppo che vadano ad aiutare una società a partecipazione pubblica in cui lavorano 100 persone, la maggior parte dei quali cittadini sammarinesi".

 

Denise Bronzetti, Indipendente: "Se il presupposto è che le persone sono libere di scegliere di giocare, finché non entriamo nel campo della patologia, e se si considera che anni fa si è fatta la scelta di aprire ai giochi, visto anche quello che contribuiscono al bilancio, è tempo di fare un ragionamento sul loro sviluppo. Ritengo anche si possa ragionare anche sulla nuova collocazione. Ha un senso uno sviluppo del gioco anche su più punti della Repubblica, non mi scandalizzo neanche che l'attuale gioco possa un domani diventare più competitivo e magari si possa parlare senza troppi retaggi culturali di casa da gioco, come un'opportunità, prima che lo faccia qualcun altro appena fuori dai confini".

 

Franco Santi, C10: "Si sta parlando di un'attività economica gestita dallo Stato che comporta possibili problematiche e distorsioni di carattere socio-sanitario a carico sempre dello Stato. E' un'attività regolamentata che ha la possibilità di avere oneri e onori, introiti e costi che non sono solo di gestione, ma anche quelli legati alle ludopatie. Tutta l'attività deve essere svolta nella massima trasparenza: una via l'avevamo proposta e la proporremo ancora come movimento, ovvero la pubblicazione dei verbali dei Cda degli enti a partecipazione statale. Il Consiglio e l'esecutivo devono porsi il problema e si deve chiedere questo comportamento agli organismi di gestione dell'ente. Secondariamente deve essere fatto in modo esaustivo un piano di contrasto alle possibili distorsioni patologiche, perché il 2% riconosciuto è un numero di persone che non può lasciarci indifferente. Tutte le iniziative per potenziare l'informazione e l'educazione sono da percorrere in maniera convinta".

 

Mario Lazzaro Venturini, Ap: "Sui Giochi ho assistito a un dibattito pacato e questo ha giovato a rendere costruttivo il confronto. Non fu così quando diversi anni fa vennero introdotti i giochi della sorte a San Marino. All'epoca l'impressione era che con la partenza dei giochi si andasse a inquinare la politica sammarinese. Tanto che la "Giochi San Marino" aveva riferimenti politici all'interno della maggioranza di allora. Ho voluto ricordarlo perché il clima era molto più teso. Dal 2006 in poi invece le forze politiche affrontarono la questione e attraverso tappe progressive si arrivò alla scelta di buon senso: una gestione in mano pubblica (76% Stato, 24% Camera di Commercio) e solo una società operante sul territorio ovvero la "Giochi del Titano". Dal dibattito traggo alcune condivisioni: 1) l'attività ha subito una contrazione di introiti e allora è chiaro che per mantenere il settore competitivo occorre rivedere la tipologia dei giochi e dunque serve una nuova Legge per differenziare l'offerta. 2) La sede attuale è inidonea e deve essere trasferita a mio avviso in un immobile dello Stato o, in caso, in uno stabile il cui canone di locazione sia congruo e corrispondente a valori di mercato o, infine, in un immobile acquistato dallo Stato. 3) Se si vuole aprire una seconda sala si può fare anche se, a mio avviso, non è molto conveniente. 4) Non disperdiamo quello che a fatica è stato raggiunto con il percorso intrapreso nel 2006 e dunque non si reintroducano i privati nella società, anzi lo Stato a mio avviso diventi proprietario del 100% della società acquisendo le quote della Camera di Commercio. 5) Giochi online: andrei molto calmo perché i giochi vanno esercitati in un ambiente protetto".

 

Grazia Zafferani, Rete: "San Marino deve definire un nuovo modello di sviluppo. Dobbiamo fornire a San Marino una continuità delle prospettive che al momento il Paese non ha. I settori su cui concentrare le nostre risorse devono avere certe peculiarità: tra cui sostenibilità, risultati e attività sostenibili nel medio e lungo periodo, economia di nicchia, prodotti e servizi che non si trovano altrove, autorevolezza, intersettorialità, rispetto delle risorse e sostenibilità ambientale. Il gioco a nostro avviso non possiede alcuna di queste caratteristiche. Pensiamo che le priorità del Paese siano altre. Non si tratta di farne una questione morale o etica. Il governo deve farsi carico di un nuovo Piano di rilancio economico. Ricordo inoltre che il gioco d'azzardo è il primo settore della malavita organizzata, senza contare poi le problematiche connesse al gioco patologico. Un problema che a volte colpisce anche parenti, familiari, amici e colleghi della vittima. Non è questo lo sviluppo che Rete vuole per San Marino".

 

Marco Podeschi, Upr: "L'attività dei giochi della sorte ha avuto un forte travaglio prima di nascere, ma oggi c'è. Occorre dare possibilità a questa attività di rendere. Occorre dare potenzialità di natura tecnica e normativa per portare alle casse dello Stato, al momento esangui, risorse. Servono meccanismi in grado di garantire trasparenza e regolarità. E' evidente che il settore Giochi della Sorte non è l'unico su cui puntare per rilanciare il paese ma è una peculiarità del nostro paese che è giusto valorizzare a nostro avviso. Non si può invocare l'aspetto etico su questo argomento quando lo Stato percepisce delle accise dalla vendita delle sigarette: ci vuole coerenza. Sulla sede occorre decidere in fretta. E' un tema di cui si parla da molto tempo. Vogliamo aprire un'altra sede nel centro storico? Decidiamolo in fretta, ma di sicuro l'attuale sede non è idonea. Diamo indicazioni precise alla società affinché faccia scelte nette e trasparenti, in linea con l'attività svolta da Giochi del Titano. Ripeto non è l'attività salvifica ma preferisco metterla a reddito del bilancio dello Stato piuttosto che alzare le tasse ai cittadini".

 

Ivan Foschi, Su: "Auspico che il settore giochi un domani possa essere riconsiderato, non sono convinto che si possa fare cassa sulle debolezze della gente, non sono neanche del tutto a favore che lo Stato si ponga come Stato etico, che la sua legislazione si basi su valori etici e religiosi, lo Stato non deve essere censore, ma deve regolamentare i settori delicati. Serve un approccio pragmatico, diverso sarebbe il discorso se ci si rivolgesse a un turismo selettivo, anche se servono strutture di eccellenza e un'offerta turistica qualificata, ma mi pare che su questo siamo ancora molto, molto indietro. Rimango stupito quando sento dire che lo sportello di assistenza al gioco sia una contraddizione, credo vada considerato alla stregua dell'assistenza data dallo Stato a chi abusa di alcool e fumo. Serve consapevolezza sull'abuso. Le scelte del passato pesano: ci ritroviamo uno stabile vuoto nel centro storico, il problema rimane lì e non lo affrontiamo. Oggi parliamo di scelte di sviluppo tecnologico e ancora della sede, oggi che il settore è in difficoltà mi sembra il momento meno indicato per aprire una seconda sede. E poi è un problema politico non secondario: sappiamo quali sono gli appetiti degli imprenditori immobiliari. Credo si debba andare con i piedi di piombo. Serve un input politico che chieda alla Gdt di individuare precondizioni, dopo di che il Cda individuerà una rosa di opzioni su cui il congresso e il Consiglio dovranno esprimersi. In passato le scelte dell'azienda sembravano infatti eterodirette".

 

Stefano Macina, Psd: "Ho iniziato ad occuparmi dei giochi nel 2006-2007, la scelta fatta dalla maggioranza di allora era in un primo momento quella di prevedere tre sale a San Marino con una partecipazione maggioritaria dello Stato e con quella di privati e associazioni sammarinesi, scelta successivamente cambiata, dicendo e approvando una normativa in cui si è andato a sancire che i giochi della sorte venivano fatti esclusivamente dallo Stato con partecipazione minoritaria della Camera di commercio e in unica sede. Si è definita una politica e l'istituito di un ente statale dei giochi. Dobbiamo continuare ad avere una forma di controllo sul territorio. Concordo sull'esigenza di aggiornamento normativo costante, tenendo fermi due punti: di non poter andare oltre alla tipologia del gioco e che lo svolgimento del gioco della sorte sul nostro territorio deve essere in mano pubblica. Su questo vengono fuori esigenze di aggiornamento della normativa e siamo d'accordo. Non sono invece d'accordo che si deve vedere al ribasso il potere dell'Ente gioco, bisogna invece cercare di aumentare il suo ruolo, anche attraverso la delega. C'è un segmento video-gioco dei bar che ha necessità di maggio controllo. La relazione pone la questione del controllo telematico, ma credo serva anche un controllo sui soggetti che ci giocano. Per un segmento di giocatore può essere più pericoloso. Sono d'accordo sull'esigenza di coniugare l'esigenza del turismo nel centro storico, ma l'eventuale struttura non potrà che essere complementare e non gestita da privati. Concludo: non si può che essere d'accordo sull'aggiornamento del settore, ma cercando di tenere presente elementi di garanzia e interventi sul gioco patologico".

 

Marco Gatti, Pdcs: "Non ho una mentalità molto aperta sul gioco, ma in un dibattito bisogna cercare di non lasciarsi condizionare troppo e occorre tenere presente che oggi una realtà di gioco esiste. Uno Stato però non può basare la propria politica economica puntando sulle entrate delle attività di gioco. Sarebbe una politica perdente. San Marino per le sue entrate deve pensare ad attività reali, il gioco può essere un ampliamento di offerta di servizi per l'intrattenimento. Non deve essere messo in discussione che l'attività debba essere dello Stato e che ci sia un'unica società. La compartecipazione con la Camera di commercio non è stata una grande scelta, mi auguro che la riforma della Camera di commercio elimini questa problematica. La proprietà della Gdt deve essere completamente dello Stato. Si è parlato di calo delle entrate, oggi tutte le attività economiche hanno una contrazione dei ricavi. Ci deve essere progetto industriale di rilancio da presentare alla proprietà, è ora di dare mandato a chi ha questa responsabilità. Si è parlato di valutare, attraverso una seconda sede, di sviluppare l'attività nel centro storico. La società deve essere unica, sono convinto abbia necessità di trovare delle collaborazioni per sviluppare intrattenimenti diversi, quali giochi delle carte, poker sportivi, e che si possa avvalere anche di soggetti terzi, promotori e organizzatori, ma il pallino deve sempre rimandare nella Gdt. Dobbiamo lavorare su strutture più attrattive, meglio allocate e meglio curate rispetto la concorrenza. Sarebbe utile concludere il dibattito con odg che confermi e rafforzi le scelte del passato e che dia la possibilità all'ente di valutare una gamma di giochi che colmi il gap con la concorrenza. Bisognerebbe togliere al Consiglio responsabilità non nostre e portare su queste l'Ente. Non siamo tecnici".

 

Repliche.

 

Claudio Felici, Segretario di Stato alle Finanze: "Si è consolidata, come punto di equilibrio, la strada di mantenere la proprietà e la gestione in mano allo Stato e al contempo la necessità di adeguare l'offerta dei "Giochi della Sorte" perché può essere una delle tessere inserite nel Piano di rilancio economico del Paese. Sulla collocazione del potere in capo alla Gdt: la politi aè riuscita a ricollocare il dibattito sui giochi in un ambito meno politicamente rilevante, la stessa discussione di conferire la responsabilità agli organi sociali è un modo per essere coerenti. Come soci di maggioranza dovremo incaricare gli organi sociali di dimostrare la convenienza di una nuova sede e con trasparenza e chiarezza le motivazioni di uno spostamento. Confido sui gruppi di raggiungere un odg su spunti condivisi".

 

Matteo Zeppa. Rete: "Non ci sono stati toni accesi perché ci si è resi conti che negli anni passati sono state fatte scelte a colpi di maggioranza senza aver ben contestualizzato cosa questo tipo di attrattiva possa aver portato a San Marino. Ieri sera su La7 c'era don Luigi Ciotti, persona lontana dalla mia cultura, ma intervenendo al dibattito ha detto: "facciamo i discorsi sulle dipendenze e poi lo Stato incentiva i Giochi". Sono pienamente d'accordo. I casinò sono in crisi e noi dovremmo incentivare qualcosa che è in crisi fuori. Non firmeremo l'ordine del giorno".

 

Paride Andreoli, Ps: "Presenterò un ordine del giorno sui Giochi di Ps e Upr. Io credo che questa attività debba rientrare nella normalità delle scelte di uno Stato come hanno fatto tanti Paesi a noi più o meno vicini. E in tal senso voglio riprendere le considerazioni che il segretario Lonfernini ha fatto nel suo intervento: l'attività del Gioco o del casinò non rappresenta sicuramente la panacea di tutti i mali che affliggono il paese. Dobbiamo considerare questa attività un contributo allo sviluppo del settore turistico e commerciale. Oggi per noi è grande soddisfazione ascoltare dalla voce dei consiglieri di maggioranza e minoranza che servono interventi per rilanciare attività dei Giochi. Il primo pensiero va alle famiglie di quei 100 lavoratori che lavorano dentro struttura. Ho presentato un odg a nome anche di Upr. "Preso atto del significativo lavoro svolto dall'ente Giochi, quale soggetto regolatore del sistema, del progressivo ridimensionamento degli introiti da parte della Giochi del Titano registrato in questi anni e considerata l'irrinunciabile azione di monitoraggio e di controllo rispetto a fenomeni potenzialmente distorsivi, tramite lo sviluppo di azioni in favore di una cultura capace di affrontare il problema del gioco patologico, della sua prevenzione, tramite l'adozione di un tavolo di confronto sulla evoluzione di questa problematica e con l'adozione di efficaci strumenti di controllo del gioco diffuso online e nei locali pubblici, ritenuto centrale il mantenimento di una linea politica che, in questi anni, ha dato assoluta veste pubblica alla proprietà di questo settore IMPEGNA il Congresso di Stato a ripristinare la competitività e la differenzazione dell'offerta tramite nuove tipologie di gioco; qualificare l'offerta con due nuove sedi della Giochi del Titano collocate in posizioni strategiche (una all'interno del Castello di Serravalle ed una nel centro storico di San Marino) adeguate ad ospitare anche attività collaterali che possano finanziare in parte i costi di realizzazione, di affitto o di acquisto degli immobili; rilevare la quota del 24% di proprietà della Camera di Commercio".

 

Roberto Ciavatta, Rete: "Un Parlamento che confida nell'azzardo per uscire dalla crisi economica credo sia un Parlamento alla frutta. A mio avviso dovremmo porci il problema di come toglierci i Giochi che fanno male alla salute. Mi chiedo poi quali siano gli stabili dove andranno a finire queste attività?".

 

Luigi Mazza, Pdcs: "Do lettura dell'ordine del giorno della maggioranza. Il Consiglio grande e generale, sentito il riferimento del segretario di Stato per le Finanze sullo stato e lo sviluppo del comparto dei giochi, (...) tenuto conto della necessità che il comparto dei giochi mantenga la capacità di produrre effetti per le risorse pubbliche per l'occupazione. In considerazione delle mutate condizioni del mercato di riferimento, in particolare per l'evoluzione dell'offerta di gioco sviluppata nei territori circostanti, (...)rileva la necessità di creare le condizioni affinché l'offerta sammarinese possa tornare ad offrire un mix di prodotto e condizioni che la rendano diversa ed attrattiva rispetto ai competitori, dà mandato al governo di intervenire sul piano legislativo attraverso una proposta di modifica del decreto delegato 25 luglio 2011 n.114, con l'intento di aggiornare le disposizioni esistenti alla naturale evoluzione del mercato dei giochi della sorte al fine di: ridefinire le categorie di giochi ammesse nelle sale della Giochi del titano, con l'introduzione di nuove categorie di gioco, macchine elettroniche e possibilità di aumento dell'importo della puntata per singola postazione, qualora il gioco consenta più puntate contemporanee (...); impegna il Governo ad attivarsi presso l'Ente di Stato dei Giochi per una verifica sulle autorizzazioni in forma temporanea di apparecchi, al fine di realizzare una proposta di regolamentazione e monitoraggio degli apparecchi stessi; ad attivarsi presso gli organi sociali della Gdt, affinché presentino una serie di proposte per la nuova ubicazione che rappresentino la migliore soluzione in termini di funzionalità, sicurezza, ospitalità, intrattenimento; rappresentando con chiarezza e trasparenza le migliori offerte economiche anche in relazione alla forma di investimento prescelto; a procedere a un ampliamento ed arricchimento dell'offerta di gioco in relazione all'opportunità di una seconda sede della Gdt nel centro storico o nei suoi pressi, funzionale a un arricchimento di offerta di intrattenimento turistico".

 

Dichiarazioni di voto su Odg

 

Odg sullo sviluppo dei settori giochi.

 

Luigi Mazza, Pdcs:"Abbiamo tentato mediazione tra due ordini del giorno che in gran parte indicano soluzioni compatibili, non abbiamo raggiunto comunque un accordo e i due ordini del giorno restano distinti".

 

Paride Andreoli, Ps: Non siamo riusciti a concordare una giusta via, ascoltati gli interventi dei consiglieri e relazione pensavamo fosse arrivato il momento inderogabile per individuare soluzione rapida nei confronti attività Gdt, così non ci pare che sia, e che l'odg vada in linea differente. Probabilmente dovremo ancora aspettare anni".

 

Roberto Ciavatta, Rete: "Gli ordini del giorno per certi aspetti sono compatibili, propongo una scommessa all'Aula, nonostante con l'approvazione Odg della maggioranza, i problemi sollevati nel dibattito tra tre mesi saranno ancora sul piatto, perché questo Odg è la prova provata che sui punti nodali per il rilancio del settore giochi la quadra è stata raggiunto ribadendo le solite cose. Tra tre mesi tutti i punti su cui pareva ci fosse convergenza resteranno in discussione".

 

Matteo Zeppa, Rete: "Ribadisco che avremmo votato contrari agli odg. Entrambi vogliono implementare le macchinette. E' una vittoria di Pirro, si vogliono prendere impegni su un mercato su cui saremmo comunque indietro perché quello italiano è comunque avanti. Inoltre, con l'indicazione, in uno dei due ordini del giorno, della locazione a Serravalle e in Città delle sedi della Gdt, non vorrei si intenda portare a compimento patti di sangue siglati nel recente passato".

 

Mario Lazzaro Venturini, Ap: "Vorrei rassicurare il consigliere Zeppa non abbiamo fatto patti di sangue con nessuno. Non c'è niente di losco. Il percorso di Ap dal 2001 credo sia una garanzia e non accettiamo queste dietrologie".

 

Odg sullo sviluppo del sistema bancario e finanziario.

 

Stefano Macina, Psd: C'è stato un confronto tra i due odg (maggioranza e Intesa per il Paese-Cittadinanza Attiva) e andiamo a leggere un testo concordato con tutte le forze politiche del Consiglio al di fuori di Rete.

 

'Il Consiglio Grande e Generale sentito il riferimento del Segretario di Stato per le Finanze sullo stato e lo sviluppo del sistema bancario e finanziario, preso atto delle Relazioni Consultive della Banca Centrale della Repubblica di San Marino sull'attività svolta e sull'andamento del sistema finanziario negli anni 201-2011 e 2012 nonché dei bilanci di esercizio 2010-2011-2012 ai sensi degli articoli 4 e 8 della Legge 29 giugno 2005 numero 96, tenuto conto dell'ampio dibattito sviluppato sul tema, CONSIDERATO

- che San Marino ha avviato e mantenuto un percorso per consolidare e rafforzare le condizioni per l'internazionalizzazione della propria economia, in cui il comparto finanziario è uno dei motori per lo sviluppo;

- che il sistema bancario e finanziario, pur in una fase di pesante e perdurante condizione di crisi, è riuscito a mantenere un solido livello di stabilità, sicurezza e garanzia rispetto ai risparmiatori ed a tutti i cittadini; nel rispetto degli standar internazionali, ricevendo anche concreti riconoscimenti della capacità della propria progressiva equivalenza normativa il 12 dicembre 2013 con l'inclusione della Repubblica di San Marino a pieno titolo tra i paesi aderenti alla Single Euro Payments Area (Sepa) a decorrere dal primo febbraio 2014.

 

RILEVA COME STRATEGICA

 

La realizzazione di percorsi di internazionalizzazione del sistema per la necessità di ampliare i mercati di riferimento, sia per quanto concerne la collocazione di prodotti e servizi che per l'attrazione di investitori da un bacino più ampio, al fine di determinare una positiva evoluzione del rapporto bilaterale con l'Italia verso un modello non più di monodipendenza ma generatore di mutui vantaggi; RITIENE strategico e non più prorogabile attuare un piano di lavoro corale per definire futuri scenari di sviluppo del sistema, anche attraverso la partecipazione degli attori principali del settore e l'apporto delle autorità preposte alla sua regolazione; (...) IMPEGNA IL GOVERNO A imprimere il massimo sforzo nel negoziato con l'Ue finalizzato a raggiungere le reciproche condizioni per un rapporto diretto con il mercato bancario e finanziario europeo, con le istituzioni comunitarie ed i programmi di rifinanziamento;

 

AFFIDA AL GOVERNO E ALLE AUTORITA' DI VIGILANZA PER LE RISPETTIVE COMPETENZE il compito di potenziare le infrastrutture tecnologiche nazionali, al fine di salvaguardare autonomia e sovranità del sistema, nonché garantire la sicurezza delle informazioni gestite, attraverso lo svilupop del settore IT in campo finanziario, anche alla luce dell'adesione al progetto SEPA,dando priorità all'istituzione di una Centrale rischi sammarinese al fine di raccogliere e distribuire nel sistema le informazioni sulle posizioni delle garanzie e degli affidamenti;

 

 Intensificare ogni sforzo nell'ambito del rapporto bilaterale con la Repubblica italiana affinché venga raggiunto nel 2014 l'obiettivo strategico della sottoscrizione del Memorandum di Intesa fra le due Banche Centrali da tempo atteso e non più prorogabile. Accordo che dovrà definire gli elementi necessari ad un'ampia condivisione di regole per l'apertura al mercato italiano delle banche sammarinesi.

 

 Intensificare parimenti ogni sforzo verso il conseguimento di accordi analoghi con banche centrali dell'area euro per garantire la circolazione di prodotti finanziari degli intermediari nazionali; (...)

 

- La definizione di specifici progetti di formazione in campo finanziario (...);

 

- La costituzione di una task force di esperti indipendenti, di espressione internazionale che abbia un ruolo chiave nell'esecuzione dei progetti di rilancio allo scopo di valorizzare, potenziare e coinvolgere l'intero sistema nel progetto stesso;

 

 dare piena attuazione e nel contempo potenziare i meccanismi di garanzia dei risparmiatori (...);

 

 perseguire le opportune modifich normative che consentano una progressiva specializzazione e separazione fra banche di raccolta e banche di investimento, predisponendo il quadro regolanentare necessario (...);

 

 attivare un efficace meccanismo di promozione all'estero delle opportunità del nostro sistema finanziario e delle nostre normative;

 

 rafforzare la competitività dei prodotti finanziari domestici, anche attraverso l'applicazione di politiche fiscali incentivanti".

 

Roberto Ciavatta, Rete: "Ci asteniamo da questo odg pur condividendone buona parte, specie dove si parla di differenziazione tra banche di raccolta e banche di investimento. Non siamo d'accordo, tra le altre cose, con l'ultimo punto dove si parla di politiche fiscali incentivanti perché non producono gli effetti sperati ad esempio nel mercato del Lavoro. Saremo collaborativi su 4/5 punti su cui concordiamo con convinzione".

 

Marco Podeschi, Upr: "Soddisfatti per l'approccio avuto alla questione. Ci piacciono i punti inseriti, alcuni dei quali inseriti anche nel nostro programma elettorale".