San Marino, movimento RETE. Lavoro e licenze: àncora di salvezza o cappio al collo?
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Giovedì 06 Marzo 2014

 

SAN MARINO - Tutela del lavoro, legge sulle licenze... il governo si prepara ad approvare in Aula una serie di provvedimenti che, di primo acchito, parrebbero testimoniare la volontà di intervenire su settori delicati e vitali. "Settori che, se opportunamente indirizzati, sarebbero in grado di far ripartire San Marino - scrive il movimento RETE -. Da una parte i lavoratori, dall'altra le imprese. Guardando i progetti di legge un po' più da vicino, ciò che si nota è un'altra volontà: quella di mantenere intatto lo strapotere del Congresso di Stato e di giocare la partita della competitività delle imprese sulla pelle dei lavoratori, sulle buste paga al ribasso, su una defiscalizzazione selvaggia a vantaggio delle imprese "mordi e fuggi". La nuova legge presentata dal Segretario Belluzzi per sostenere l'occupazione, in realtà andrà ad acuire le difficoltà di accesso al lavoro e abbasserà tutele e stipendi dei lavoratori nello stesso momento in cui invece aumentano le spese correnti (aumenti delle refezioni scolastiche, spese sanitarie, bolli auto, costo dei carburanti, imposte sui redditi ecc). La legge sulle licenze portata avanti dal Segretario Arzilli, non tocca minimamente la discrezionalità del Congresso di Stato che, in base al decreto 116/2007, ha il potere di rilasciare il nulla osta a una serie di settori merceologici. Il nulla osta viene rilasciato, dice la legge, "sulla base di un piano aziendale di massima che convinca della sua affidabilità e della sua compatibilità con le esigenze economico-sociali della Repubblica". Nella teoria, questa intromissione del Congresso di Stato viene giustificata con la necessità di prevenire distorsioni del contesto socio-economico della Repubblica. Nella pratica, succedono due cose: prima di tutto, si tolgono al dirigente dell'Ufficio Industria responsabilità che gli appartengono, o che dovrebbero appartenergli, e si frammentano in capo ai nove Segretari di Stato (che cambiano ad ogni tornata elettorale) con il risultato che poi, queste responsabilità, si volatilizzano e non sono più riconducibili ad alcuno. In secondo luogo, il nulla osta del Congresso di Stato non corrisponde affatto ad una garanzia di affidabilità. Ad esempio, la SB Immobiliare nel 2006 ha ricevuto il nulla osta dal Congresso di Stato, e il suo procuratore speciale Giuseppe Vinciguerra figura tra i 34 arrestati dell'operazione Tibet (operazione della Squadra Mobile di Milano contro la 'ndrangheta in Lombardia, accusata di associazione mafiosa, riciclaggio, usura, estorsione, corruzione, esercizio abusivo del credito e intestazione fittizia di beni e società, che operavano grazie una banca clandestina ed esportavano capitali anche a San Marino). Stessa cosa per la società del ex console Colombelli, la Finanziaria Infrastrutture, che nel 2005 aveva ricevuto il nulla osta dal Congresso di Stato e che veniva utilizzata per il passaggio di fatture false. Lo stesso Tribunale di San Marino ha aperto recentemente l'indagine per riciclaggio dopo che il Tribunale di Venezia l'ha chiusa con il patteggiamento a un anno e quattro mesi per Colombelli. Azzeramento della discrezionalità, burocrazia snella, regole certe, controlli rigorosi e certezza della pena: questa sarebbe una impostazione corretta per attrarre imprenditori seri. E poi, quello che a questo governo manca come a un naufrago in mezzo all'oceano: una direzione (possibilmente verso la riva, e non verso gli squali!)".