Aumenti retributivi per il prossimo quinquennio, siglato l’accordo del contratto industria
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Martedì 31 Gennaio 2017

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SAN MARINO - E' stato sottoscritto ieri mattina da ANIS e CSU l'accordo riguardante gli aumenti retributivi per il prossimo quinquennio, a seguito degli impegni assunti nel rinnovo contrattuale siglato nel 2015. ANIS e CSU si erano infatti impegnati a verificare, con cadenza biennale, la reale incidenza dell'inflazione al fine di apportare i necessari correttivi laddove ci fosse un consistente scostamento rispetto agli aumenti retributivi corrisposti. Alla luce delle verifiche effettuate è emersa una discrepanza tra inflazione reale e aumenti già corrisposti pari al 2,5%, per cui si è aperto il confronto tra le parti che ha portato alla rimodulazione degli aumenti programmati. In particolare per il 2017 rimane invariato l'aumento dell'1,2%, mentre l'ulteriore 1,8% non verrà più corrisposto interamente nel 2018, ma distribuito sino al 2021 come segue: 0,80% nel 2019, 0,50% nel 2020 e 0,50% nel 2021. In definitiva l'aumento totale del 3% è comunque garantito ai lavoratori, così come è garantito l'eventuale recupero da parte delle aziende nel caso in cui si verificassero ancora periodi di deflazione, tali da non giustificare più gli aumenti preventivati, che verrebbero di nuovo posticipati.

L'accordo prevede altresì di prorogare fino al 2021 gli interventi straordinari a favore dei lavoratori dipendenti creditori di aziende coinvolte in procedure concorsuali.

Infine, è stato trovato l'accordo anche su un altro importante capitolo di spesa per le aziende, allineando agli altri settori il contributo al Fondo Servizi Sociali versato dalle imprese che applicano il contratto industria ANIS, che diminuisce dall'1,2% all'1% con decorrenza 1 gennaio 2017.

 

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