Lo scudo fiscale? Resta un'incognita
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Lunedì 21 Settembre 2009

Lo scudo fiscale? Ancora è in fase di definizione, ergo non ci possono essere previsioni attendibili da fare in questo momento. Lo sostiene Luca Papi, Direttore di Banca Centrale, a margine dell’incontro con la stampa dei vertici BCSM dopo che il Consiglio Grande e Generale ha approvato la relazione 2009.
“Stiamo valutando e monitorando costantemente gli effetti dello scudo - spiega il Direttore Papi - perciò non vogliamo formulare stime precise sull’ipotetico deflusso. Qualsiasi stima oggi sarebbe azzardata". Siccome alcune cifre, provenienti da oltre confine, stanno circolando (e poi c’era la prima stima di Ambrosetti che parlava di circa 4 miliardi di euro, fatta però quando ancora le linee guida dello scudo non erano state definite), Papi ha tenuto a precisare che la linea di Banca Centrale è più ottimistica di tutte le ipotesi ventilate.
Le certezze in effetti per ora sono poche: le banche del Titano saranno interessate solo dal rimpatrio, diversamente da quelle dei Paesi Ue, e la deadline fissata per il rientro è stata anticipata al 15 dicembre. Resta l'attesa per la circolare che dovrà essere emessa entro il tre ottobre e che porterà a molti chiarimenti di notevole importanza per San Marino. Se, per
esempio, sarà inserito il rimpatrio giuridico: "È un elemento di incertezza se sarà possibile anche nello scudo attuale", spiega Papi.
Infine, il direttore Bcsm chiarisce la proiezione dei 2,2 miliardi di euro, confermata anche dal segretario di Stato per le Finanze Gabriele Gatti: "E' un dato che nasce sulla base delle masse rimpatriate dagli scudi precedenti". Di fatto, proiettando le percentuali ‘scudate’ di allora sui 13 miliardi e mezzo di euro, l'ammontare delle risorse custodite oggi dagli istituti sammarinesi, si ricavano i 2,2 miliardi di euro. Papi però anche in questo caso saggiamente non si sbilancia:"L'applicazione delle incertezze interpretative sullo scudo – conclude – è un esercizio difficile".