banche, allarme BCSM: vigilanza inadeguata
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Lunedì 21 Settembre 2009

“La fase che stiamo vivendo è critica ma c’è l’esigenza, soprattutto da parte di Banca Centrale, di gestire l’emergenza giorno per giorno guardando però al medio termine: stiamo vivendo una fase di discontinuità rispetto al passato e dobbiamo interrogarci su come avviare un nuovo percorso, ma chi vorremmo essere e cosa vogliamo diventare nei prossimi anni, questo dobbiamo immaginarlo oggi”. Sono parole di Biagio Bossone, il gentleman Presidente di Banca Centrale. Con il consueto aplomb Bossone si è confrontato con i media questa mattina per fare il punto sulla situazione all’indomani del passaggio in Consiglio Grande e Generale della consueta relazione annuale di BCSM. Sin dall’inizio, dal suo insediamento, il Presidente Bossone è impegnato a far sì che Banca Centrale come punto di riferimento del settore collaborasse con gli altri attori e con la politica per disegnare i nuovi assetti della finanza sammarinese. Anche e soprattutto alla luce di quanto sta accadendo oggi. “Stiamo ragionando sulle condizioni essenziali per poi capire quali saranno i modelli da seguire. E stiamo cercando anche di ricevere assistenza dalla Banca Mondiale. Siamo al lavoro per la visita del Fondo Mondiale a San Marino (richiesta proprio da BCSM), e ci aspettiamo che ci porti consigli preziosi da parte del Fondo”.
Sull’attuale situazione, Bossone è stato molto chiaro: “L’esperienza di tutti i Paesi è che non si produce ricchezza se non ci sono delle norme e se le verifiche e la vigilanza sono insufficienti. Quell’apparente ricchezza rischia infatti di essere fittizia, e di scaricare i costi sul futuro”. Il vero problema è la mancanza di strutture adeguate per fare vigilanza: “Malgrado gli sforzi negli anni non siamo in grado di verificare le verifiche adeguate. Chi lo dice (riferimento alle recenti polemiche politiche sorte in Consiglio dopo l’intervento di Gian Nicola Berti, ndr) ci aiuta a evidenziare questo problema”.
Per superare questo problema, che riguarda fondamentalmente le risorse umane a disposizione dell'istituto, la dirigenza Bcsm chiede maggiore autonomia e "accountability", ovvero responsabilità nella gestione e nel raggiungimento dei propri obiettivi. "Una forte autonomia richiede anche una forte accountability, le due cose vanno insieme", precisa Bossone.
Anche il direttore Luca Papi calca la mano sul tema delle carenze nella vigilanza: a riguardo, Bcsm ha lanciato già da tempo il suo grido d'allarme. Nella stessa relazione consuntiva si sottolinea che "nonostante l'impegno profuso, in relazione all'elevato numero di soggetti vigilati, permane inadeguata la funzione di vigilanza a causa dell'insufficiente numero di risorse umane disponibili". Papi snocciola i numeri: nel 2002, a disposizione della banca e dell'ispettorato del credito e delle valute l'11% delle risorse di personale era destinato alla vigilanza, ovvero 6 persone su 53. Nel 2008, Bcsm, sul totale delle 54 risorse umane a disposizione, ne ha impegnate 24, ovvero il 44%, sul fronte della vigilanza. Ma l'aumento di personale – notevole soprattutto se si considera che il resto del personale non è aumentato - "non significa attività sufficiente per presidiare il sistema", conferma il direttore. E ancora: "Se in tutti i Paesi i cicli ispettivi si completano in un paio di anni- prosegue Papi- questi obiettivi sono lontanissimi dalle nostre statistiche, perché la quantità di soggetti vigilati è molto elevata in relazione alle nostre capacità".
Un altro problema, messo in luce dai vertici Bcsm, è la mancanza di uno sportello liquidità per il sistema finanziario. Di qui l'esigenza di attrezzarsi con la sua istituzione. "Le peculiarità e la natura del Paese sono quelle di un sistema finanziario relativamente grande rispetto all'economia globale", spiega il Presidente Bossone. "San Marino non emette valuta perciò sorgono problemi tecnici su cui lavorare per dare risposte". Altra proposta è quella di far convergere le due associazioni bancarie sammarinesi, Abs e Assobank, in un'unica organizzazione. Su questi temi, spiega Bossone, è attivo un gruppo di lavoro misto che trova la collaborazione di banche e associazioni finanziarie, volto a capire le "condizioni essenziali" su cui il sistema potrà camminare in futuro. A riguardo, Bcsm conta anche sull'assistenza di Banca Mondiale, la cui delegazione sarà sul Titano il 30 settembre.