Moneyval, la relazione di Rita Vannucci
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Giovedì 24 Settembre 2009

Signor Presidente, Signori partecipanti,
è un vero piacere relazionare sull’attività compiuta dal governo della Repubblica di San Marino e dal Tribunale in merito all’applicazione delle disposizioni in materia di contrasto al riciclaggio . ricopro l’incarico di Giudice penale della Repubblica di san Marino da circa vent’anni è nell’ambito delle competenze mi occupo in via esclusiva della repressione del reato di riciclaggio, delle misure preventive quali la violazione degli obblighi di adeguata verifica della clientela, la violazione del segreto sulle segnalazioni, le false dichiarazioni riguardanti la clientela o quelle rilasciate alla Agenzia, di tutti i reati bancari, nonché di valutare le richieste di assistenza giudiziaria ricevute da altri Paesi (ad eccezione di quelle relative alla mera identificazione di soggetti), oltre alle procedure di estradizioni. Non vi è dubbio l’esercizio di tali attività giudiziario mi consenta di verificare l’applicazione della nuova legge anti riciclaggio e dunque, valutare l’efficacia della normativa medesima. Ciò posto, posso con tranquillità testimoniare l’effettiva attuazione ed efficacia della normativa. Ciò è facilmente riscontrabile dall’esame delle statistiche riportate nelle tabelle 2-14 allegate al rapporto. A tali documenti, e solo ad essi, infatti, occorre far riferimento, per valutare l’attività espletata dal Tribunale. Cominciando dal 23 settembre 2008, data d’entrata in vigore della nuova legge, sino al 31 Maggio 2009, il Tribunale di San Marino ha ricevuto n. 14 segnalazioni di operazioni sospette, che hanno dato origine ad altrettanti procedimenti. Tali segnalazioni provengono non solo dall’Agenzia, ma anche dalle Forze dell’Ordine, nonché a seguito rogatorie ricevute da altri Paesi. Emerge che molti casi da segnalazione dell’operazione anomala proviene direttamente da istituti bancari o società finanziarie ciò per effetto dell’art. 36 che prevede “ l’obbligo di segnalazione a carico dei soggetti designati”, ovvero dall’Agenzia, ai sensi dell’art.7 che impone di comunicare i fatti riconducibili al reato di riciclaggio, all’autorità giudiziaria. In alcuni casi i soggetti che esercitano le attività riservate, hanno riscontrato anomalie a seguito delle attività di monitoraggio dei rapporti, così come previsto dall’art. 44 della normativa anti riciclaggio che impone a banche e finanziarie di effettuare “controlli interni”. Pervenuti gli atti in Tribunale, quale Giudice inquirente procedo a convocare una riunione preliminare con personale dell’AIF e della Polizia che si occupano di indagini in tema di riciclaggio; insieme esaminiamo il caso e delineo in termini giuridici la condotta illecita concretamente posta in essere rispetto alla formulazione del reato di riciclaggio. L’Agenzia di investigazioni finanziaria riferisce in merito all’analisi finanziaria dei rapporti (per es: formazione della provvista, esame degli assegni, operazioni di prelievo, rapporto bancario); insieme alla Polizia programmo le indagini da compiersi (accertamenti sui soggetti segnalati nel territorio di questo Stato, precedenti di polizia, carichi pendenti, eventuali contatti son soggetti residenti). L’incontro, dunque, oltre ad analizzare il caso concreto e determinare le strategie investigative, ha come finalità anche la trasformazione del personale di Polizia in materia d’indagini finanziarie, così come espressamente previsto dagli artt.51 e 52, relativi all’applicazione e formazione del personale di polizia. Devo rilevare che le segnalazioni per la gran parte riguardano soggetti non residenti in repubblica, pertanto, ricevuto il rapporto di polizia se non emergono contatti professionali con San Marino, procedo ad inoltrare una richiesta di assistenza giudiziaria ad altri Stati. Prevalentemente riguardano Autorità giudiziarie italiane, spesso, la Procura Nazionale Antimafia che è in possesso di informazioni attinenti la criminalità organizzata, al fine di accertare eventuali contatti con organizzazioni malavitose e conoscere l’eventuale pendenza in quel Paese di un procedimento penale per formulare richieste di collaborazione volte ad individuare l’eventuale reato presupposto. Nell’eseguire le indagini nei confronti di persone giuridiche il Giudice Inquirente, Aif e le Forze dell’Ordine si avvalgono delle informazioni attinte nel registro elettronico delle persone giuridiche e degli enti no profit ove sono stati inseriti i dati identificativi dei soci, degli amministratori delle società a responsabilità limitata, delle società per azioni, dei trust e di altri enti. L’atto costitutivo delle società viene riportato nel registro elettronico, è redatto da un notaio che è tenuto a soddisfare gli obblighi di adeguata verifica della clientela e deve riportare le generalità di tutte le persone fisiche che partecipano in qualità di socio. Nel registro elettronico è possibile effettuare ricerche per nominativo. Per quanto concerne la conoscenza degli assetti proprietari delle società anonime e dunque il beneficiario effettivo anche a seguito del trasferimento delle azioni, viene consultato un apposito libro ed un registro entrambi vidimati dall’Agenzia e tenuti dal notaio che custodisce i certificati azionari. Il notaio è obbligato ad eseguire l’adeguata verifica ai sensi della normativa antiriciclaggio.
Tali meccanismi, introdotti con le recenti modifiche legislative e volute dal Governo, permettono all’autorità giudiziaria di evadere le richieste di assistenza giudiziarie pervenute da altri Paesi e così scambiare informazioni circa l’identificazione del beneficiario effettivo. In tema di rogatorie, la Repubblica riceve circa 200 richieste l’anno, di cui circa 15 per il reato di riciclaggio. Nell’ambito di tali procedure sono state eseguite indagini per identificare i titolari di rapporti bancari, disposto l’acquisizione di documentazione presso banche e società fiduciarie; sono stati ascoltati funzionari e direttori di banche, sequestrati mandati fiduciari ed ordinato sequestri, nel 2009 relativamente al reato di riciclaggio per oltre 1.000.000 di euro e 1800 franchi svizzeri, mentre nel 2008 per circa 2.200.000 euro, per casi di appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta. Le rogatorie più recenti sono state ammesse ed eseguite in base alla Convenzione Europea di assistenza giudiziaria recentemente ratificata dalla Repubblica. Piuttosto significativa è l’attività relativa alle estradizioni: nel 2009 ne sono pervenute due richieste entrambe ammesse. In questo momento un cittadino straniero indagato per il reato di riciclaggio è ristretto presso le locali carceri in attesa di essere estradato. Entrambe le richieste sono state presentate ai sensi della Convenzione Europea sulla estradizione. Proprio nella giornata di sabato (19 settembre) è pervenuta una terza richiesta di estradizione che sarà certamente accolta. Infine quest’anno è stato disposto un rinvio a giudizio per riciclaggio e ordinato il sequestro di circa complessive 250.000 euro.
Resta un’ultima osservazione. Rispetto alle raccomandazioni emanate dagli esperti del Moneyval, la Repubblica di San Marino restava ancora inadempiente relativamente ad un ultimo basilare criterio di conformità agli standard internazionali: l’abrogazione del segreto bancario al fine di consentire la collaborazione anche in via amministrativa. Ebbene, il Governo di San Marino ha appena licenziato un progetto di legge relativo alla modifica dell’art.36 della legge bancaria in base al quale: “il segreto bancario non potrà essere opposto ai pubblici organi ed uffici sammarinesi deputati allo scambio diretto di informazioni con gli analoghi organi esteri in attuazione degli accordi internazionali vigenti”. In ragione degli sviluppi in campo informativo, finanziario ed investigativo conseguiti da San Marino e perseguiti dal Governo, nonché l’effettiva applicazione della normativa desunta: dai risultati conseguiti, dalle somme sequestrate e dall’elevato grado di collaborazione offerta ad organi collaterali, sono certa di aver dimostrato l’efficienza delle misure di prevenzione e contrasto al riciclaggio adottate dalla Repubblica e, di come, coloro i quali sono chiamati a collaborare attivamente per contrastare il fenomeno criminale, vivano il sistema antiriciclaggio con sensibilità, interesse, scrupolo e diligenza. Sussistono dunque, oggettivamente, tutte le condizioni per la rimozione della procedura rafforzata. Per questi Motivi il Governo della Repubblica di San Marino si attende il riconoscimento da parte della comunità internazionale della conformità del proprio ordinamento ai principi internazionali in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Grazie per l’attenzione sono a completa disposizione dell’Assemblea per rispondere e rimuovere eventuali dubbi o chiarimenti relativi a tutte leggi approvate dal Parlamento di San Marino ed alle procedure applicative della normativa antiriciclaggio.
Rita Vannucci
(Magistrato, membro della delegazione sammarinese a Strasburgo all'assemblea Moneyval)