Masi nuovo presidente della Fondazione SUMS
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Venerdì 25 Settembre 2009

Il nome era annunciato, e alla fine non ci sono state sorprese. Tito Masi, Consigliere di Alleanza Popolare, torna nell’orbita della Cassa di Risparmio di San Marino: è lui infatti il nuovo Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio – SUMS. È stato nominato nella serata di giovedì dal Consiglio Grande e Generale, al termine di un lungo (ma comunque pacato) dibattito, che ha visto ventuno consiglieri iscritti a parlare. Masi ha battuto la candidatura proposta dall’opposizione, quella di Giuseppe Della Balda. Alla fine i voti a favore sono stati 33, contrari 16, 7 le schede bianche.
Prima di entrare nel vivo del discorso va reso merito al Presidente uscente, Giovanni Galassi, che ha gestito la Fondazione in maniera egregia in questi anni e che ha saputo tenere il timone con ammirevole maestria anche nella delicata fase della vicenda Cassa di Risparmio – Sopaf per la cessione delle quote di Delta.
Tito Masi ha ricevuto il via libera dalla maggioranza e tante belle parole da parte dell’opposizione. Dai banchi degli ex compagni di maggioranza di Sinistra Unita addirittura è stato affermato che Masi ha svolto finora un ruolo equilibratore e di controllo estremamente importante sugli alleati (di Ap) della Democrazia Cristiana, e che quindi piazzarlo alla Presidenza della Fondazione, - comunque considerata l’undicesima Segreteria – equivale in parte a “disinnescare” il suo ruolo.
IL DIBATTITO IN CONSIGLIO
L'opposizione censura l'atteggiamento della maggioranza che non ha voluto confrontarsi sulla scelta per una nomina che poteva essere posticipata di qualche altro mese per fare concludere la vicenda Crrsm-Delta. E con un colpo di coda finale il Psd propone un odg per il rinvio. A votazione, e bocciatura avvenuta (32 voti contrari, 18 favorevoli e 7 astenuti), spunta anche la candidatura alternativa, e "spontanea" secondo il capogruppo del Psd Claudio Felici. Appunto di Giuseppe Della Balda. Che non ha fortuna.
La maggioranza, durante il dibattito, replica alle osservazioni della minoranza che occorreva mettere fine alla prorogatio di Giovanni Galassi, in vigore da tre anni. "La politica è chiamata a dare un segnale per un ulteriore passo in avanti nella volontà di dare a Crrsm l'autorevolezza e la credibilità di cui ha bisogno", sottolinea il segretario Pdcs, Pasquale Valentini. Che aggiunge: "La candidatura di Masi è un segnale importante, perché vuol dire che la maggioranza attribuisce grande rilievo a questa nomina". Ma "ci vorrebbe un clima di condivisione, mentre dal Patto c'è totale chiusura", risponde Simone Celli dei Socialisti riformisti.
Dello stesso avviso Giuseppe Maria Morganti del Psd, che sostiene che la "decisione sia affrettata". Mentre per Alessandro Rossi di Sinistra Unita "la sostituzione di Galassi oggi, a trattativa avanzata su Delta, ha un carattere politico". Più permissivo Giovanni Lonfernini dei Ddc: "La maggioranza ha indicato il suo candidato. Ne ha la facoltà, e sulla carta i numeri. La scelta sta al Patto, è un atteggiamento né consolatorio, né dimesso". Ma se è vero che ha i numeri, critica Fiorenzo Stolfi del Psd, la maggioranza "non ha cercato, anche se possibile, una convergenza più ampia, in modo da dare più autorevolezza alla nomina".
Nessuna fretta, risponde Gian Nicola Berti, Lista della Libertà: "Galassi ha fatto molto e l'interesse per Delta da parte della prima banca italiana dimostra che funziona. L'unica remora è perdere un uomo come Masi che ha fatto molto bene anche come presidente della commissione Giustizia".
Il presidente della Fondazione, spiega Clelio Galassi della Dc, è stato inquisito, dunque "è necessario intervenire e la scelta di Masi è una proposta seria e meditata". Infatti, conferma Mario Venturini di Ap, "tre anni di incarico e di prorogatio imponevano un nuovo corso. Far finta di nulla, come l'opposizione, sulle indagini in corso che, mi auguro, non abbiano conseguenze per l'interessato, non è accettabile. Tito Masi è candidatura di peso, è una persona capace, autorevole e seria". Il nuovo presidente, conclude il capogruppo della Dc, Luigi Mazza, permette di "fare un passo in avanti in modo che l'istituto abbia una guida capace, competente e, non di meno, sammarinese".
Clicca qui per leggere le prime dichiarazioni, a caldo, di Tito Masi.