Ciavatta: riforma della Pa punti in comune con l'Italia
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Venerdì 20 Novembre 2009

San Marino Forum 2009 - 20 novembre - Intervento 10

 


Prima di entrare nel vivo del discorso sulla riforma della Pubblica Amministrazione, il Segretario agli Interni Valeria Ciavatta fa una piccola premessa sulle proteste “preventive” della CSU relativamente alla firma dell’accordo Ciavatta-Brunetta dei giorni scorsi sulla Pa. “Il sindacato è attivo per missione. Quando hanno saputo che abbiamo firmato un accordo di collaborazione ha avuto paura che si facessero cose che non sono state preventivamente concordate e illustrate al sindacato stesso. Ma non è così. I giornali poi hanno scritto che il Segretario Ciavatta copierà la riforma Brunetta. A parte il fatto che anche a copiare bisogna essere bravi, il Ministro Brunetta generosamente si è semplicemente offerto di darci una mano”.
Per il Segretario Ciavatta, l’accordo appena firmato ha anche un significato politico importante. “Riconosce infatti che ci sono punti in comune tra le due riforme. E poi potremo contare su ragguardevoli competenze, in coerenza con la nostra legge quadro”.
“Nel 2007 – prosegue il Segretario – abbiamo realizzato un atto che introduce una forma di meritocrazia che riconosce minor peso all’anzianità di servizio. Indebolire il peso dell’anzianità di servizio significa puntare di più sugli altri fattori della professionalità”.
Nei paesi di piccole dimensioni il fattore umano e le relazioni anche a livello tecnico hanno un peso fondamentale. “Abbiamo bisogno di collaborazioni come questa, di collaborazioni professionali”.
E ancora: “Il nostro paese può fornire servizi più finalizzati alle esigenze di tutti i cittadini. La Pa di San Marino ha un grado di complessità inferiore a quella italiana. Dobbiamo sfruttare questi fattori di vantaggio per aiutare il paese su questi fronti. Ad esempio la tecnologia, l’uso delle banche dati, è fondamentale. Anche per avere quel ruolo nei rapporti con gli altri enti, con la realtà internazionale, basato sulla trasparenza in ambito di governo di questi rapporti”.
Dal 1 gennaio, spiega ancora Ciavatta, le buste paga arriveranno sul computer; il pubblico dipendente potrà agire per quanto riguarda la sua posizione personale via email, fino ad arricchire il proprio fascicolo personale. Abbiamo alcuni progetti di innovazione come il portale ufficiale dello stato, la fatturazione elettronica”. Ciavatta cita poi un esempio: il tutor informatico, “con micro corsi e l’affiancamento dei dipendenti per la preparazione, mirato alle reali esigenze”.
La Pa sammarinese offre servizi efficienti, ma è sovradimensionata, prosegue il Segretario agli Interni. “Parafrasando Brunetta, che parla di cattivi amministratori, dirigenti, sindacati, qui da noi a San Marino l’amministrazione pubblica è stata sfruttata male da ‘cattivi’”.
“Gli stipendi nella nostra realtà sono alti, la spesa complessiva sulla spesa corrente è del 19%. La legge quadro interviene su molti aspetti. Insieme alla legge quadro, abbiamo varato diverse leggi operative, riguardo la dirigenza, i concorsi. È lo spartiacque tra vecchio e nuovo, un obiettivo importantissimo ma anche un punto di partenza”. “Noi vogliamo un’amministrazione flessibile. Abbiamo la necessità di riformare l’impianto normativo e strutturale. Intanto abbiamo agito su alcune leve, per avere più flessibilità ed efficacia, a partire dal superamento delle dotazioni organiche e i mansionari. Adesso superiamo le gabbie organizzative e l’inamovibilità, passando ad una struttura che può essere gestito in autonomia dai dirigenti. Da 600 posizioni siamo arrivati a 50 profili di ruolo.”
A questo punto interviene il Ministro Brunetta per fornire una perla della sua ‘filosofia’: “La Pa esiste per fornire servizi ai cittadini, e questa è la stella polare. Certamente il personale deve essere messo in condizione di lavorare con trasparenza e efficienza nella maniera migliore, ma i pubblici dipendenti esistono esclusivamente per produrre beni e servizi per i cittadini. Non per le piante organiche, per i mansionari”. E poi un invito alla collega: “Dà voce ai cittadini. Così come il mercato controlla l’offerta, così i cittadini devono controllare i pubblici dipendenti”.