Un vivace dibattito Voglia di cambiamento
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Sabato 21 Novembre 2009

San Marino Forum 2009 - 21 novembre - Intervento 11

 

Il Direttore di Banca di San Marino Tagliaferro: “Basilea 2 insiste che il mondo bancario deve essere patrimonializzato. Le banche di San Marino non hanno avuto rischio di credito e rischio di mercato malgrado la crisi. È chiaro che hanno un interbancario non indebitato sul sistema: siamo stati autosufficienti e questa è una opportunità che potremmo venderci per il futuro. Ma su di noi pesa il limbo imposto dall’Italia con la mancata firma degli accordi, che blocca ogni politica di credito innovativa che siamo in grado di fare, nonostante lo scudo. Applauso lungo e convinto, al termine dell’intervento”.

Alberto Amati: “In un recente convegno a Roma si è dato un enorme rilievo alla difesa della proprietà intellettuale e delle produzioni. Io ritengo che questa sia una grande opportunità per i giovani sammarinesi, unitamente allo strumento della conciliazione e dell’arbitrato internazionale. San Marino ha fatto due tentativi, l’ultimo nel 1999, che sono andati a vuoto ma che ritengo abbiano ancora spazio”.

Pierpaolo Fabbri (Presidente ABS): “Sono state dette nefandezze in proposito del nostro sistema bancario. Ben venga l’articolo 26 sul segreto bancario, il provvedimento mi sembra ben calibrato. Salvaguarda la riservatezza bancaria, che è un valore anche per le persone che fatturano, non solo quelle che non fatturano. Stiamo andando nella giusta direzione. Il sistema bancario non ha nulla di cui vergognarsi, neanche in passato. Il sistema deve evolversi e gli accordi internazionali, non ultimo quello con l’Italia, possono portarci vantaggi. Il sistema bancario sammarinese ha espresso determinazione encomiabile a cambiare. Con i fatti. Abbiamo percorso in 1 anno la strada che il sistema bancario italiano ci ha impiegato 16 anni a fare. Non dobbiamo certo vergognarsi”.

Renato Di Nubila: “Questa è l’edizione più propositiva del Forum. Il lucido intervento dell’Onorevole Stanca e la sonora risposta del Segretario Mularoni. Uno dei messaggi forti che io raccolgo dalle tre edizioni e da quella di oggi del Forum è il coraggio a far crescere e generare cultura. San Marino può puntare ad un settore terziario alto, un modello di area di alta formazione per la Pubblica amministrazione. Un progetto che ci inviti ad allearsi con delle eccellenze, perché non si può pensare di fare tutto da soli. E comunque i modelli importanti si studiano, non si copiano. C’è una identità storica di San Marino, che non può accontentarsi di essere terra di ricchezza e profit. C’è un’identità che va incoraggiata e spronata”. (Applausi anche in questo caso).


LA REPLICA

Valerio De Molli: “Nel mio intervento di ieri avevo richiamato il tanto che è stato fatto da questo governo, e sottolineato che per la prima volta nel quadriennio si registra una stabilità politica. Resta grave la mancanza di presidio di Banca Centrale, ma ho solo fatto una fotografia, non ho espresso giudizi di merito. Ma è stato fatto quanto si doveva fare perché non si poteva fare diversamente. E continua a mancare una visione del futuro. La fusione di tre elementi: il sogno, l’elemento strategico e la dimensione operativa”.

Lucio Stanca: “Ho notato nell’intensità degli applausi l’orgoglio della difesa della storia, dei valori e della realtà di questo bel Paese che è San Marino. Non significa rinnegare gli errori, ma difendere la propria identità. Dalla discussione, è maturata nella comunità l’urgenza di cambiare. Quale migliore opportunità del cambiamento nel cambiamento, nel mezzo di quella che è stata definita la tempesta perfetta? ”.

Giulia Bongiorno: “Dico che siete a metà del guado perché un percorso è iniziato. Ma se non avete il coraggio di cambiare anche quello che riguarda il segreto, rischiate di non avere quel risultato che desiderate. Potete cambiare tutto, ma solo cambiando sul segreto anche il cambio di passo”.

Carmen Lasorella: “Parlo da direttore della Tv di Stato. Televisione di Stato significa televisione pubblica, di servizio, identità che è stata perduta dalla Rai, che una volta è stata tv di cultura ma che si è persa su questa strada. Qui a San Marino ho trovato una realtà composta da 70 persone, con collaboratori professionalmente attrezzati. Questa è la prima azienda di comunicazione di questo paese, ma in questa chiave non è percepita. Si deve fare una rivisitazione, perché anche San Marino e la sua televisione deve rispondere alle solite 5 domande del giornalismo: come (e la mia risposta è guardando ai modelli migliori, accelerando i tempi grazie all’innovazione); come (con i professionisti dell’informazione); che cosa (si parla di governance, regole, turismo, professionalità: vale tutto anche per la televisione. Parlo anche di banda larga ma anche del progetto del satellite, tutte cose che San Marino può fare); quando (è già tardi, ma ci stiamo lavorando); e infine perché (perché altrimenti sarebbe un gran peccato). San Marino è tra i Paesi che hanno fatto l’Europa, ma l’Europa pur avendo capacità attrattiva da un profilo culturale, non è più centrale. E allora vanno cercati mercati emergenti. La prossima settimana sarò in Giappone, vado a vedere chi vuole l’Europa, anche se l’Europa non è pronta”.