Domenica sera il derby Inter-Milan
PDF Stampa
Venerdì 22 Gennaio 2010

Il posticipo della ventunesima giornata del campionato di calcio vedrà scontrarsi le due squadre milanesi. Lo stadio Meazza sarà al gran completo, già esauriti da alcuni giorni tutti i biglietti disponibili. L’Inter con 6 punti di vantaggio, ma con una partita giocata in più, non può permettersi assolutamente di perdere la stracittadina milanese. Il Diavolo invece farà di tutto per agguantare i tre punti in palio per avvicinare il più possibile in classifica i “cugini”. Anche in caso di pareggio la lotta per il tricolore rimarrà comunque aperta. “Ringhio” Gattuso fa pretattica e stuzzica il tecnico portoghese Mourinho “ è bravo, di sicuro in questi giorni non dorme per trovare soluzioni e so che sta guardando tanti filmati del Milan per capire come fermarci o adottare qualche mossa”. “Abbiamo grande convinzione, giochiamo bene e Leonardo ha grandi meriti – continua Gattuso - ma il derby è sempre una partita strana, una gara a sé”.
“Dal centrocampo in su abbiamo lo stesso talento dei rossoneri – commenta il difensore interista Lucio - siamo due squadre che si equivalgono, non ci sono favorite. Il 4-0 dell'andata è solamente un bel ricordo”.
Alessandro Nesta probabilmente non sarà del match, ma a Milanello stanno facendo di tutto per poter avere a disposizione il centrale. Seedorf dovrebbe scendere in campo, ma sono confermate le assenze di Pato e Zambrotta
In casa Inter Stankovic, Muntari e Motta stanno cercando di recuperare per essere protagonisti del derby ma il tecnico e lo staff medico decideranno all’ultimo momento se utilizzarli oppure no. Certa invece l’assenza dell’attacante camerunese Eto’o, impegnato con la propria nazionale nei quarti di finale della Coppa d’Africa. La direzione della gara sarà affidata al fiorentino Gianluca Rocchi. L'arbitro toscano ha 13 precedenti con il Milan con un bilancio di 6 vittorie, 1 pareggio e 6 sconfitte. Con la squadra di Moratti sono 12 i precedenti: 6 vittorie, 5 pareggi e 1 sconfitta.

 

STORIA E NUMERI DEL DERBY MILANESE
 

Il Derby della “Madunina”, cioè l’incontro di calcio tra le l’Inter e il Milan, è sempre stato un evento clou del Campionato di Serie A. Ciò è dovuto principalmente al valore delle due squadre, e, di conseguenza, dal fatto che spesso, la supremazia cittadina nel capoluogo lombardo ha coinciso con la supremazia nazionale. Difficilmente il derby è finito 0-0 (solo 12 volte su 172 di campionato); spesso sono stati segnati gol a valanga. Il risultato più prolifico risale al 6 novembre 1949. Il Milan – che non vinceva lo scudetto dal 1907 – aveva costituito uno squadrone, con il trio svedese Gren-Nordahl-Liedholm; ma anche l’Inter annoverava fior di fuoriclasse, come l’ala Lorenzi, il centravanti Amadei, l’apolide Istvan Nyers e il tre-quartista olandese Faas Wilkes: finì 6-5 per l’Inter, dopo che il Milan era passato a condurre 4-1. Segnarono prima il semisconosciuto Candiani per il Milan (2 volte); poi accorciò su rigore Istvan Nyers, per l’Inter; gli svedesi Nordahl e Liedholm portarono, quindi i rosso-neri sul 4-1; successivamente Amadei (2 volte), ancora Nyers e Lorenzi, portarono l’Inter sul 5-4; infine, dopo il momentaneo pareggio del milanista Annovazzi, il frascatano Amadei siglò il gol della vittoria nerazzurra.
Dieci anni dopo, il 27 marzo 1960, un altro risultato clamoroso, stavolta a favore dei rossoneri, per 5-3. Mattatore del derby fu l’italo-brasiliano Josè Altafini, che segnò addirittura una “quadripletta”. Dopo 39’, il Milan già conduceva per 4-0 ; il primo tempo si concluse sul 4-1; poi ancora reti di Altafini per il Milan, e il vano tentativo di rimonta finale dell’Inter, con gol di Mereghetti e Angelillo.
Quello che può essere considerato il “derby del secolo” si giocò il 28 marzo 1965. Erano i tempi della “Grande Inter” di Helenio Herrera. Ma il Milan non voleva essere da meno, e aveva dato fiducia a un giovane allenatore: Niels Liedholm. Quell’anno, i rossoneri partirono in modo bruciante: il 31 gennaio avevano già sette punti di vantaggio sui rivali di sempre (allora per la vittoria si totalizzavano due soli punti); ma, alla vigilia del derby, l’Inter era a soli tre punti di distanza. Il derby sancì chi fosse il più forte: 5-2 per l’Inter: Jair andò in gol dopo 5’; momentaneo pareggio del Milan con Amarildo; allungo dell’Inter, nel secondo tempo, con Domenghini e Corso; tentativo del Milan di accorciare le distanze, ancora con Amarildo; infine, negli ultimi dieci minuti, la doppietta di Sandro Mazzola: un trionfo per i nerazzurri! La sconfitta, per i rossoneri, fu soprattutto psicologica: nel prosieguo del campionato, infatti, l’Inter sorpassò i rivale e vinse lo scudetto con tre punti di vantaggio.
Passarono altri nove anni: 29 marzo 1974. L’allenatore interista Herrera era infermo in un letto d’ospedale; ma, in vista del derby, emise il pronostico: vinciamo 5-1! Ancora una volta, il “mago” ebbe ragione: bastarono solo 9 minuti, perché i nerazzurri si trovassero già sul 3-0, e dopo il velleitario gol milanista del 3-1 da parte di Chiarugi, ci pensarono Mazzola e Mariani a fissare il risultato come da pronostico: 5-1 per l’Inter. Ma il risultato più clamoroso, in quanto a differenza-gol, si è verificato l’11 maggio 2001, a favore del Milan: 6-0, con doppietta di Comandini e Shevchenko; e gol di Giunti e Serginho!
Le due squadre si sono incontrate anche in Champions League, nel 2003 e nel 2005, entrambe le volte con partite di andata e ritorno. Nel 2003 i due match, valevoli per la semifinale del torneo finirono in un doppio pareggio. Tuttavia, la regola dei gol “fuori casa”, che valgono il doppio, favorì il Milan e gli consentì di andare in finale (che poi risultò vittoriosa, ai rigori). Due anni dopo, le milanesi si incontrarono nei quarti di finale della stessa competizione, e fu ancora il Milan a prevalere: dopo il 2-0 dell’andata, i rosso-neri stavano conducendo ancora una volta per 1-0, quando il loro portiere Dida fu colpito da un dardo lanciato dalla tribuna. L’incontro fu sospeso, e assegnato per 3-0 a tavolino al Milan, che passò, ancora una volta, il turno. Forse, però, con un po’ d’amaro in bocca.