Il 45esimo Superbowl? Sarà  una questione privata tra Steelers e Packers
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Martedì 25 Gennaio 2011

Pittsburgh Steelers, 7 Superbowl vinti, uno perso. Green Bay Packers, tre Superbowl in bacheca, due sconfitte nella finalissima. In totale fanno quindici partecipazioni al Superbowl. Compresa quella del prossimo 6 febbraio ad Arlington, Texas, lo stadio dei Dallas Cowboys.
Steelers e Packers sono due tra le franchigie più titolate della storia dell’Nfl, quindi sarà una finalissima tra le migliori possibili in assoluto, anche se Pittsburgh e Green Bay, stando a guardare la regular season, forse non sono esattamente le due migliori espressioni della stagione: 12 vittorie e 4 sconfitte per la città dell’acciaio, 11-5 addirittura il record per la baia verde. Cosa significa tutto questo? Che sarà un Superbowl sicuramente combattuto, senza una favorita assoluta, dal pronostico estremamente in bilico. Una partita che con ogni probabilità vedrà le difese fare la differenza.


LE FINALI DI CONFRENCE
I Pittsburgh Steelers hanno guadagnato l’ennesimo posto al sole (al sole anche perché si gioca in Texas, quest’anno) piegando la resistenza dei New York Jets. Una partita sicuramente meno combattuta di quanto non dica il 24-19 finale, ma che ha visto i giallo-neri tirare un sospiro di sollievo solo a 1’50” dalla fine, quando Ben Roethlisberger ha conquistato l’ultimo primo down della partita, un terzo e sei chiuso con un pass per Brown che ha vanificato gli sforzi della difesa bianco verde di rimettere la palla in mano a Sanchez per l’ultimo disperato tentativo di rimonta.
Gli Steelers hanno rotto il ghiaccio nel primo quarto con una corsa di 1 yard di Mendenhall ed hanno scavato il solco già prima dell’intervallo, con un field goal di Suisham dalle 20 yard, quindi con una corsa di due yard dello stesso Roethlisberger, che ha approfittato di un varco nella difesa dei Jets. Il 24-0 arriva dalla difesa, grazie a un blitz del cornerback Ike Taylor che colpisce Sanchez dal lato cieco proprio al momento del lancio: la palla s’impenna, vaga libera per il campo e viene raccolta e accompagnata in fondo al campo dall’altro cornerback, William Gay. Prima della pausa lunga New York sblocca il risultato con un FG di Folk dalle 42 yard che tiene accesa la speranza.
Gli Steelers possono limitarsi a gestire il gioco, con lunghi drive, i Jets invece devono accelerare il ritmo. Un missile da 45 yard del sempre ottimo Sanchez per Holmes vale il 24-10, nel quarto quarto altri due punti arrivano da un safety, con Roethlisberger atterrato nella propria end zone là a pochi centimetri da dove l’attacco di NY poco prima era stato bloccato. Il tempo sul cronometro passa, al termine di un lunghissimo drive Sanchez pesca libero Cotchery per un pass di 4 yard ed è il terzo touch down di giornata per la squadra della Grande Mela ma sul cronometro a questo punto mancano poco più di 4 minuti, Roethlisberger riesce a sgretolare la difesa dei Jets guadagnando le yard necessarie per chiudere due volte il down, mantenere il possesso dell’ovale e chiudere definitivamente il conto. Ai New York Jets gli applausi per una stagione comunque da incorniciare: il futuro potrebbe regalare altre soddisfazioni.
Chicago Bears contro Green Bay Packers, in Nfl è considerata La Sfida. Con le maiuscole. Anche perché, tra regular season e play off, è il match che si è ripetuto più volte in assoluto. Prima di entrare nei dettagli del match ancora una volta il tifo del presidente Barack Obama non ha portato troppa fortuna: Mr. President si era detto sicuro di una vittoria degli Orsi, la sua squadra, ed aveva annunciato che se si fosse verificato sarebbe stato in tribuna al Superbowl. Ancora una volta pronostico mancato, hailui, per la gioia dei supporter di Green Bay.
I Packers si sono imposti per 21-14, un solo Td a fare la differenza, con grandi brividi sino alla fine per la grande rimonta dei Bears. Bears costretti a schierare tutti e tre i propri quarterback in campo dopo che il titolare, Jay Cutler, colpito duro al ginocchio (grandi polemiche a fine match sono piovute sulla sua testa: secondo molti fan di Chicago avrebbe potuto giocare fino in fondo) ha lasciato il posto a Todd Collins, che a sua volta è tornato in panchina dopo aver iniziato con un terrifico 0 su 4. Il qb sconfitto del match, alla fine, è stato quindi il 25enne texano Caleb Hanie, che ha chiuso con un onesto 13/20 per 153 yard, con due intercetti ma anche un touch down.
Ma cominciamo dall’inizio, non dalla fine. La partita vede Green Bay partire a razzo e andare a segno con una corsa laterale di 1 yard del proprio qb Aaron Rodgers con un gioco che ha beffato la difesa di Chicago invitata a convergere al centro dalla scelta della side-line di GB di schierare il gigantesco defensive lineman B.J. Raji nell’inedito ruolo di fullback. Nel quarto periodo una corsa di 1 yard di Chester Taylor riapre i giochi (14-7), poi però un lancio non proprio indovinato finisce per essere assorbito dalla pancia di un incredulo Raji (ancora lui!) che passeggia fino in end zone: 21-7. Gara finita? Neanche per sogno. Hanie pesca Earl Bennett con una palombella di 35 yard (ma Bennett ci mette del suo per arrivare in fondo). La difesa dei Bears riporta rapidamente la palla in mano al proprio quarterback ed inizia un ultimo drammatico drive, concluso però a 37” dalla fine con un intercetto, firmato da Sam Shields, che chiude il conto.
E adesso tutti in Texas, per l’evento sportivo più importante dell’anno negli Usa.

 


GLI HIGHLIGHTS DI PACKERS – BEARS

 


GLI HIGHLIGHTS DI JETS - STEELERS