MotoGp, addio Ducati: Valentino Rossi torna in Yamaha
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Mercoledì 08 Agosto 2012

Valentino Rossi vittoria 100

 

di Alessandro Carli

 

Manca solo l’ufficialità – che dovrebbe arrivare nella mattinata di Ferragosto – al ritorno di Valentino Rossi in Yamaha. Una decisione, quella presa dal campione di Tavullia, che già era nell’aria: i tanti i cinguettii (per aggrapparsi al social media, quel Twitter che il Dottore utilizza spesso) lanciati negli ultimi mesi, si sono concretizzati.

Senza fare le capriole nel passato, riportiamo alcune parole del nove volte campione del mondo: “Per quanto riguarda l’offerta della Ducati l’ha ritoccata al ribasso, sono meno soldi di quelli di prima. Fortunatamente però non sono così importanti per la mia scelta. Ci sto pensando perché cambieranno tante cose con l’entrata dell’Audi, c’è tanta motivazione, certo rimanere in Ducati è una scommessa a lungo termine. Mi hanno detto che cambieranno tante cose, adesso c’è l’Audi, ci sono grandi motivazioni, ma restare in Ducati adesso è un po’ una scommessa”. Ed è tutto in quel “lungo termine” che Valentino aveva in parte anticipato la sue scelta di tornare in Yamaha: Rossi infatti ha 33 anni (è nato nel febbraio del 1979) e il progetto Audi, per riuscire a tornare ai vertici, richiede certamente non un mese, ma forse qualche dozzina di mesi. Tanti, forse troppi per chi vuole portare il numero dei trionfi iridati in doppia cifra. Insomma, per i prossimi due anni, si riformerà la coppia Lorenzo-Rossi. Con il placet dell’iberico, che nei giorni scorsi, dopo Laguna Seca, aveva detto: “Vorrei che Valentino tornasse, Yamaha sbrigati”. Yamaha e MotoGp sino al 2014, poi – e questa sarebbe il sogno di molti appassionati – l’approdo, sempre in Yamaha, nel mondiale Superbike.

L’incantesimo – forse mai davvero iniziato: Rossi in due anni in Ducati ha raccolto solo due podi – probabilmente è svanito al Mugello. “Il mio impegno non è in discussione: è sempre al 110 %, di certo non mi piace prender paga in qualifica dalle altre Ducati e ritrovarmi 10-11°. La Ducati è una moto diametralmente opposta al mio stile di guida: mi piacerebbe vincere questa sfida, o quantomeno cercar di andar meglio rispetto ad oggi, per questo ci dobbiamo provare fino in fondo. Per quanto mi riguarda c’è un modo: non è facile, ma bisognerebbe trovare l’idea giusta per risolvere questi problemi. Noi rispetto alle ultime gare siamo riusciti a migliorare, ma è difficile lottare con Yamaha e Honda che fanno paura e hanno fatto un altro passo avanti”.

Non resta che aspettare Ferragosto. Per la firma. Bianca e blu.