San Marino, paralimpiadi di Londra: l’intervento di Mirko Tomassoni
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Martedì 04 Settembre 2012

 

Tante persone, anche a San Marino, hanno potuto constatare attraverso i mezzi dell’informazione televisiva, i giornali, e l’eloquenza dei dati numerici, quale grado di interesse e attenzione a livello planetario sia stata riposta sulla Paralimpiade di Londra.

 

“Così come molte persone, immagino – scrive Mirko Tomassoni - , si siano emozionate nel vedere le imprese sportive di persone con diverse disabilità. Tuttavia le Paralimpiadi non devono essere lette solo in chiave sportiva, ma anche sotto il profilo culturale. L’imponenza dei dati sulle presenze di atleti e visitatori, ad esempio, sono un indicatore evidente dell’evoluzione del modo di pensare e percepire la disabilità, che sta coinvolgendo e convincendo tutto il mondo. L’impatto mediatico delle Paralimpiadi di Londra, riveste un importanza enorme per abbattere i pregiudizi, l’indifferenza, ma sopratutto ai fini della promozione e della diffusione del pieno riconoscimento dei diritti della persona con disabilità sanciti nella Convenzione ONU varata nel 2006 e che San Marino, tra i primi al mondo, ha ratificato. La tutela ed il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, nei vari settori quali la scuola, il lavoro, l’autonomia, l’assistenza, ecc…sino al tempo libero ed allo sport, sta gradualmente sempre più occupando le politiche di tanti Paesi nel mondo. E questo grazie anche ai tanti movimenti e associazioni di persone disabili, o che si occupano di disabilità. Nei mesi scorsi, ho avuto il grande onore di essere stato ammesso dall’International Paralympic Committe (IPC) alla Paralimpiade, quale persona con disabilità che nel proprio Paese ha ricoperto un ruolo politico istituzionale di rilievo, e questo mi ha permesso di incontrare a Londra personalità importanti di altri Paesi, alcune anche impegnate nel settore della disabilità, e condividere con loro oltre alle personali esperienze, anche le considerazioni di cui sopra. E a proposito di cultura, dover giustificare ad alcuni di loro la partecipazione sammarinese alle Paralimpiadi di Londra, con un Comitato Paralimpico non riconosciuto nel proprio Paese, non è stato facile. Tuttavia, se può essere di conforto, mi è stato fatto notare che non siamo i soli: ci sarebbero infatti altri Paesi, specie tra quelli in via di sviluppo, che hanno problemi analoghi, dovuti in qualche caso a isolate convinzioni personali, ma sopratutto alla scarsa conoscenza del movimento sportivo paralimpico. Ritornando ai valori della Paralimpiade, le competizioni oltre a regalare forti emozioni, sono uno straordinario messaggio attraverso il quale infondere coraggio, stimoli e speranze anche per quelle persone disabili, che magari prediligono far altro che non lo sport, ma che vedono nella forza e nell’entusiasmo degli atleti paralimpici, quello spirito utile e necessario per superare le difficoltà. E da questo punto di vista, Christian è stato un esempio encomiabile. Per questo desidero esprimergli pubblicamente, le mie sincere congratulazioni per esser stato degno portatore di un messaggio di alto valore per tutte le persone disabili di San Marino, per l’impegno profuso durante i mesi di allenamento e per il coraggio dimostrato allo Stadio Olimpico di Londra. Ringrazio di cuore infine il Comitato Paralimpico Sammarinese, in modo particolare tutte le donne che ne fanno parte, per avermi dato l’opportunità di vivere un’esperienza memorabile e sopratutto per aver centrato, nonostante mezzi e risorse limitate, un risultato sportivo, e culturale, storico per San Marino”.